Mourinho
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Josè Mourinho è stato esonerato dal ruolo di allenatore del Manchester United, facendo venire a galla tutte le lacune della sua gestione tecnica e del suo impatto caratteriale

Josè Mourinho sembra aver perso lo smalto dei tempi migliori, il portoghese sembra non essere più lo Special One, tanto da meritarsi un nuovo soprannome meno lusinghiero: il “Normal One“. L’esonero odierno dal ruolo di allenatore del Manchester United, è solo l’ultimo tassello di un declino che ormai dura da diversi anni, checché ne dica lo stesso Mou. Andiamo però con ordine, tutto è iniziato dopo il titolo vinto in Premier League con il Chelsea nella stagione 2014/15, ormai 4 anni fa.

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Da quel momento in poi qualcosa si è rotto in casa Blues e non solo, anche nell’impatto che Mourinho aveva sui giocatori. Eravamo abituati a vedere calciatori dare l’anima per Mou, correre come ossessi e fare cose che non avrebbero mai fatto in carriera, vedi il caso Eto’o all’Inter. Da quell’estate 2015 in poi, i rapporti di Josè con i suoi big si sono incredibilmente incrinati. Ha avuto modo di litigare dapprima al Chelsea con Hazard, poi allo United con Pogba, eventi assolutamente anomali per colui il quale era solito tenere in pugno lo spogliatoio partendo proprio dai calciatori più rappresentativi. Dunque nei rapporti interni il metodo Mourinho ha iniziato a scricchiolare, anche per quanto concerne il dialogo con i club che si è fatto sempre più teso sino ad arrivare a messaggi a mezzo stampa di critiche reciproche. Le mosse di mercato allo United poi, sono state davvero oscene. In questo caso, proprio a causa dei rapporti tesi col club, non è chiaro quanto abbia influito Mou su determinate scelte, ma la squadra costruita è parsa assurda sin da subito. Difesa totalmente da rivedere nei singoli, acquisti a cifre folli e poi di fatto inutilizzati come Fred in mediana, l’all-in su Lukaku che ha portato risultati non eccelsi. Insomma, tanti soldi spesi (quasi 500 milioni in tre anni) davvero male e poi un gioco inesistente, con Mourinho che è stato costretto spesso ad affidarsi ai lanci lunghi per Fellaini, davvero poca cosa.

Pogba
Pogba – LaPresse/PA

Poi c’è la questione più “caratteristica” della personalità dell’ex Special One, il suo atteggiamento arrogante e spocchioso. Nelle vittorie l’approccio di Mourinho può starci, dà forza allo spogliatoio, piace ai tifosi, lo fa sembrare invincibile. Nelle sconfitte invece dà tutt’altra impressione. Mourinho passa per presuntuoso, fa la figura di colui il quale non sa accettare le sconfitte puntando il dito contro l’uno o contro l’altro. Infine, ciò che maggiormente conta per un tecnico sono i risultati. L’ultima volta che Mourinho ha lasciato un club senza vincere il campionato è stato quando allenava l’Uniao de Leira nel 2001, poco prima di approdare al Porto. Con lo United, fatta salva l’Europa League vinta da grande favorita, ha sempre deluso in Premier League ed anche quest’anno è lontano dalla zona Champions League. Con le spese effettuate e la rosa a disposizione, una squadra del blasone dello United pretende giustamente di più. Sopratutto pretende un gioco più gradevole, pretende di non avere faide interne e di avere un tecnico più conciliante nei rapporti con l’esterno. Insomma, Mourinho sollevato dall’incarico, l’ex Special One diventa Normal. Adesso chi avrà il coraggio di affidarsi nuovamente a Mou? Chi vorrà rischiare chi il proprio big in rosa litighi con il tecnico, che i rapporti con la stampa diventino tesissimi e che il gioco diventi noioso e prevedibile? Staremo a vedere…