scitt redding
LaPresse/Alessandro La Rocca

Scott Redding scocca una serie di velenose frecciatine che portano alla luce una particolare pratica, a suo dire molto frequente in MotoGP

Scott Redding ha il dente avvelenato. Il pilota britannico, dopo essere entrato nel 2008 nel Motomondiale, nella classe 125, si è ritrovato senza scuderia dopo 5 stagioni in MotoGP quando, quest’anno, l’Aprilia ha deciso di sostituirlo con Andrea Iannone. Redding, che l’anno prossimo correrà nel BSB sulla Ducati della PBM, non si è lasciato sfuggire l’occasione di rifilare qualche frecciatina al mondo della MotoGP, portando alla luce una particolare pratica, a suo dire, molto frequente fra le scuderie della classe regina delle due ruote: “sono solo affari, è tutta una questione di soldi. Questo è il problema. Ecco come vanno le cose. E’ difficile anche solo entrare ora: quanti sono i piloti che pagano per avere una moto? Questo è il Mondiale, indipendentemente dal fatto che sia classe Moto3, Moto2 o MotoGP. Anche se le squadre hanno il budget, sono sempre alla ricerca di piloti che devono pagare. Perché possono, perché alla fine qualcuno pagherà. Ma poi non otterrai mai il meglio. Non correrò mai gratis, perché è il mio lavoro, e sicuramente non pagherò. Sicuramente non pagherò due o trecentomila, per una o due stagioni. E’ ridicolo, è folle, ma alla fine c’è sempre qualcuno che lo farà. Ci sono molti piloti che vengono pagati molto bene ed è giusto così. Ma tutti i piloti dovrebbero essere pagati, non credete? Ci dovrebbero essere limiti su quanto vengono pagati i migliori, ma ci dovrebbero essere dei limiti anche per i piloti paganti. Ci dovrebbero essere alcune linee guida da seguire. Ma alla fine i migliori prenderanno sempre dei grandi ingaggi e i più ‘piccoli’ nada“.