Il team manager della Ducati Pramac ha analizzato la crescita di Danilo Petrucci e l’arrivo di Pecco Bagnaia

Il 2018 è già alle spalle, la Ducati Pramac si concentra adesso sulla nuova imminente stagione, dove cercherà di difendere il titolo di miglior Team Indipendent della categoria.

Jack Miller Francesco GuidottiFrancesco Guidotti ci spera eccome, nonostante l’avvicendamento avvenuto quest’anno tra Petrucci e Bagnaia, con il primo promosso nel team ufficiale Ducati: “abbiamo fatto le scelte giuste quanto a piloti, avevamo una moto all’altezza, soprattutto abbiamo fatto un gran lavoro di preparazione alla base. Siamo molto soddisfatti, anche se mi sarebbe piaciuto qualcosa di più. Ci è mancato un podio di Miller, qualche acuto in più di Petrucci, soprattutto a Valencia avrebbe potuto regalarci una grande gioia. Però siamo contenti lo stesso” le parole di Guidotti alla Gazzetta dello Sport.

Nella prossima stagione Petrucci guiderà la Ducati ufficiale, Guidotti ha un consiglio per il ternano: “deve menare dal primo giorno, non ha una stagione di tempo per meritarsi il rinnovo. Danilo è arrivato nel Mondiale in un modo un po’ rocambolesco, dovrà sudarsi il posto a cui ambisce per tutta la carriera. Un Mir, che ha vinto il Mondiale Moto3 e in Moto2 ha fatto bene prima di essere catapultato in MotoGP, avrà almeno altre due occasioni per avere una moto ufficiale, perché le statistiche sono dalla sua. Come per Quartararo, che a inizio della carriera aveva fatto effetto con la sua velocità. Però Danilo è pronto. I suoi risultati di fine stagione non lo dimostrano, ma come mentalità ha fatto un bel cambio di passo“.

Al posto di Petrucci in Pramac ci sarà Bagnaia: “Pecco lo abbiamo cercato in maniera pesante – continua Guidotti – arriva da campione del mondo e quindi con una considerazione ancora maggiore. È partito subito bene, sia a Valencia, ma soprattutto a Jerez, pista impegnativa. Si capisce che dove è stato gli hanno dato un metodo e un sistema di lavoro. Ha una tranquillità e una costanza sconcertanti per un ragazzo, è stato sicuramente fortunato a incontrare persone che lo hanno indirizzato bene, ma ha beneficiato anche degli anni difficili, imparando a soffrire senza innervosirsi. La sua qualità migliore è la scorrevolezza di guida. Non volevo dirlo, ma fa le linee di Lorenzo, sono andato a guardarli in pista e Pecco mi ha impressionato molto. Come Jorge, che ha impiegato poco per guidare anche la Honda alla Lorenzo. Non la guida bene, di più”.