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Claudio Lotito ha parlato alla cena di Natale della Lazio del momento della sua squadra un po’ imborghesita a detta del patron

Rispetto lo scorso anno ho 25 chili di meno, assisto ad una classifica più leggera, ma sono convinto che con l’aiuto di tutti possiamo ottenere risultati”. Claudio Lotito apre così il proprio discorso alla cena di Natale in casa Lazio. Le parole del patron, riportate da Lazio Style Channel, si fanno poi sempre più forti: “L’importante è avere a disposizione la materia prima ed avere la possibilità di esprimere i valori del gruppo e l’unione di questa squadra che è composta da una società, da uno staff e da una rosa che ha i numeri giusti. Dobbiamo crederci. La determinazione, la forza di gruppo, il sacrificio e la voglia di raggiungere risultati sono importanti per conseguire dei risultati. Le vittorie non si proclamano, ma si ottengono con queste caratteristiche. I tifosi sono importanti perché determinano in ogni singolo la responsabilità di doversi assumere la voglia di raggiungere un obiettivo”.

La squadra storicamente ha sempre sofferto: ho paura che la Lazio si sia imborghesita, non soffriamo e questa mancanza crea un atteggiamento che non è rabbioso e non è furente agonisticamente. Ci sono tutte le motivazioni per raggiungere gli obiettivi prefissati: organizzazione, staff e squadra. Ho creato all’interno del Club, grazie al Direttore Sportivo, una forma di crescita mentale ed infrastrutturale. Ognuno di noi deve avere l’orgoglio dell’appartenenza a questi colori. Alcune componenti rappresentano proprio l’orgoglio dell’essere laziale: le richieste di ogni singolo addetto ai lavori hanno permesso alla Società di accontentare queste necessità condividendole. Spesso i laziali emergono solo nelle necessità: dopo la vittoria della Supercoppa con la Juventus, abbiamo affrontato la SPAL ed allo Stadio Olimpico non c’erano molti sostenitori. Non si deve dare mai nulla per scontato, la determinazione e la voglia di raggiungere obiettivi sono fondamentale”.

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ALFREDO FALCONE

Infine Lotito ingaggia una sorta di battaglia tra Nord e Centro-Sud: “Non si vince da soli, per ottenere risultati tutti dobbiamo essere determinati per farlo. La cena di Natale serve proprio per creare un clima familiare per raggiungere la soddisfazione di ognuno di noi. Il Club mette a disposizione la propria organizzazione, ma ogni componente deve impegnarsi al massimo senza mai dare nulla per scontato. Ognuno dev’essere consapevole di essere artefice e protagonista per raggiungere quest’obiettivo. La dimostrazione passa per i fatti. Il nostro ambiente cimenta questi valori: l’unione, la determinazione e l’unione, la voglia di esserci. Siamo la Prima Squadra della Capitale e rappresentiamo la storia del calcio a Roma, dobbiamo dimostrare ciò con fatti tangibili ed inconfutabili. La precarietà ha costellato la storia del nostro club: non siamo transitori o transeunti, noi siamo definitivi. Vogliamo combattere lo strapotere del Nord ed è ora di finirla: lo facciamo nelle sedi istituzionali sportive, ma dobbiamo riuscirci anche sul campo. Le nostre risorse sono credere nell’idea e affermarla con i fatti: dobbiamo essere l’esempio per i giovani e per far credere a questi che con il merito e con i sacrifici si raggiungono con gli obiettivi”.