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La parabola di Juan Fernando Quintero: bocciato a Pescara, preso in giro per quale kg di troppo in Argentina, adesso è l’eroe della Copa Libertadores vinta dal River Plate

La storia del calcio è piena di grandi rivincite. Giocatori con un passato da dimenticare, ragazzi che ad inizio carriera si sono sentiti dire di essere ‘inadatti‘ per il calcio che conta, momenti di caduta libera fino a toccare il fondo dal quale però, si può soltanto risalire. Ieri notte, ancora una volta, la storia che si ripete: Juan Fernando Quintero, uno di quelli che in carriera non avrebbe ‘combinato nulla’, è l’eroe del River Plate vincitore della Copa Libertadores.

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Un nome non certo nuovo ai tifosi italiani. Il fantasista colombiano è anche passato dall’Italia nella stagione 2012/2013, precisamente da Pescara, giocando appena 17 partite in Serie A nelle quali ha mostrato sprazzi di talento a intermittenza, realizzando anche 1 gol e 2 assist. Troppo poco. Complice la retrocessione degli abruzzesi, Quintero torna al Porto e inizia a girovagare per il mondo passando prima in Francia al Rennes, per poi ritornare nella sua Colombia all’Independiente de Medellin, ed infine approdare al River Plate. L’arrivo in Argentina non è dei migliori per un ragazzo che avrebbe bisogno solo di essere messo nella condizione di poter esprimere il proprio talento, al centro di un progetto che creda fermamente in lui.

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Si presenta ai Millonarios con qualche kg di troppo, l’epiteto è scontato ‘Gordo‘. Lui ribatte: “non sono grasso, la mia corporatura è questa. Sono abbastanza basso e da piccolo mi piaceva fare palestra. Sono solo…un po’ nalgón“, un po’ ‘culone‘. Ci pensa il talento a cancellare pregiudizi e premesse. Ieri notte è stato lui a decidere la Finale di ritorno della tanto discussa Copa Libertadores: Quintero entra a metà del secondo tempo, firma il gol del 2-1 nei supplementari e sforna l’assist per il 3-1 di Martinez che stende i rivali del Boca Juniors. Il calcio è magico, specie in Sud America, e concede sempre una seconda chance: la vittoria del River Plate nel primo Superclasico giocato in finale di Copa Libertadores porta la firma di un ‘culone‘. Lo avreste mai detto?