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Il 44% dei giocatori di Serie A si vaccina contro l’influenza. Lo studio, 75% delle squadre della massima serie organizza campagne di vaccinazione

Nella pagella dei calciatori italiani professionisti in fatto di vaccinazione anti-influenza non figura un buon voto: meno di un calciatore su due della Seria A si vaccina contro l’influenza (44%) mentre per la Serie B si arriva al 35,7%. Solo in tre team della massima serie la copertura vaccinale ha raggiunto l’obiettivo del 75%. E’ lo studio italiano pubblicato sulla rivista ‘Medicina dello sport’ della Federazione medici sportivi italiani, primo firmatario è Carlo Signorelli dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Va ricordato però che le coperture vaccinali della stagione 2017-2018 per la popolazione generale sono sostanzialmente stabili sul dato del 15,3%. Si potrebbe dire quindi che i calciatori fanno meglio dei loro tifosi.

Lo studio ha contattato tutte le società di serie A e di serie B per scoprire le attitudini nei confronti della vaccinazione e la partecipazione dei giocatori. “Gli atleti d’elitè sono considerati un gruppo a rischio per l’influenza -scrivono i ricercatori- non solo per l’alto pericolo di trasmissione del virus rispetto alla popolazione generale, ma perché le complicanze della malattia possono avere un impatto negativo sulle prestazioni“.

La pratica dell’immunizzazione tra i giocatori di calcio professionisti è subottimale in Italia -evidenzia l’indagine-. È importante, quindi, sensibilizzare le società sull’importanza di promuovere attivamente l’immunizzazione all’interno delle squadre di calcio, sia come forma di protezione individuale e sociale contro l’influenza, sia considerando il ruolo che hanno nei confronti dei giovani come modelli di riferimento“. Allo studio hanno collaborato anche l’Univeristà di Parma, l’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, l’Ausl Irccs di Reggio Emilia, la Libera associazione medici italiani calcio (Lamica). (Frm/AdnKronos)