Figc, Gabriele Gravina: “Serie A e B a 20 squadre, Serie C a 60 con semi-professionismo”

gravina LaPresse / ALFREDO FALCONE

Figc, Gabriele Gravina ha illustrato il proprio programma in merito ai campionati professionistici e semi-professionistici

Quello che per me è il format corretto l’ha sottoscritto il 97,20% che ha votato per me alle elezioni. Questa sarà la mia proposta: la Lega Serie A a 20, la Serie B a 20, Lega Pro a 60 squadre con il semi-professionismo. Poi ci sarà un confronto nel dare un giusto risarcimento – ove questo dovesse essere ritenuto congruo da parte del consiglio federale – eventualmente alla Lega Pro, ipotizzando una quinta promozione“. Queste le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, in una lunga intervista a Sky Sport, sulla riforma dei campionati. “Sono partito da una valutazione oggettiva: ci sono delle problematiche legate alla riduzione del numero delle squadre professionistiche. Io ho proposto qualcosa di diverso che è più collegato al principio della sostenibilità. Il mondo professionistico non può avere più di 40 squadre che sono le 20 di Serie A e le 20 di Serie B. Ho proposto al Governo italiano ed è in atto una norma che riguarda la disciplina del semi-professionismo, che potrebbe riguardare non solo la Lega Pro, ma anche il calcio femminile, ma anche il basket, la pallavolo, il tennis ed è una proposta che guarda dritto negli occhi al futuro perché non possiamo continuare ad ipotizzare un mondo professionistico o uno dilettantistico che non abbia questi canoni“, ha proseguito Gravina.

Foggia

LaPresse/Donato Fasano

La Lega Pro, come semi-professionismo, conserverebbe tutti i vincoli e i diritti derivanti dal professionismo, ma avrebbe dei vantaggi di natura fiscale legati al dilettantismo. Con un impegno: il 50% di questo vantaggio dovrebbe essere investito nelle infrastrutture, il 50% nei settori giovanili“. Il presidente della Figc ha anche parlato del calcio femminile che dovrebbe fermarsi al semi-professionismo. “Perché è un problema di sostenibilità: il calcio femminile oggi è in grandissima ascesa e dobbiamo far sì che questo continui. Il semi-professionismo garantirebbe comunque la tutela -soprattutto di natura previdenziale- per le ragazze e non dovremmo caricarle di oneri fiscali, soprattutto perché assolvono ad una funzione sociale. E la ritengo una cattiveria che in questo momento non possiamo assolutamente permetterci“. (Red-Spr/AdnKronos)

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Nato a Reggio Calabria il 28 maggio del 1987, giornalista pubblicista dall'anno 2017


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