Binotto e Arrivabene
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Secondo un mister X citato da Sky Sport, la situazione in casa Ferrari tra Arrivabene e Binotto sarebbe dovuta ad una decisione che avrebbe preso Marchionne prima di morire

Il tempo passa ma la situazione di crisi tra Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto non accenna a risolversi, con innegabili strascichi negativi in vista della prossima stagione. Un rapporto ormai ossidatosi, giunto ai minimi storici dopo la morte di Marchionne che ha tolto un pilastro imprescindibile alla scuderia di Maranello.

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Sky Sport ha provato a far luce sul clima che si respira in casa Ferrari, interrogando un Mister X che conosce a fondo l’ambiente in rosso: “pensate di togliere il pilastro portante ad una struttura, si corre in soccorso, si tampona, ma non è proprio un lavoretto da poco rimettere tutto a posto. L’estate a Maranello è stata anche questo, ovvero le vetture continuavano ad essere prodotte, la Scuderia era regolarmente al via dei Gran Premi, ma ai piani alti c’era da ripensare ad un futuro diventato presente, e bisognava farlo subito. Marchionne aveva disegnato un futuro un po’ diverso con un ruolo di primo piano per Mattia Binotto, non sappiamo proprio quale sarebbe stato, ma indubbiamente avrebbe potuto agire con grande libertà e magari con voce in capitolo su aspetti che oggi gli sono preclusi. Parliamo di un gran ruolo, ma Binotto non è proprio un uomo con piccole ambizioni, diciamo così.

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Non sapremo mai cosa prevedesse per lui il progetto di Marchionne, ma oggi sembra scalpitare, quindi è lecito pensare che ci fosse qualcosa in più rispetto ai compiti e le responsabilità attuali. Mettiamoci anche che tra lui e Arrivabene non c’è proprio un gran feeling, e aggiungiamo le offerte milionarie che Binotto avrebbe ricevuto da due squadre: ecco che gli ingredienti per un possibile mal di pancia ci sono tutti. Arrivabene e Binotto possono sedersi intorno a un tavolo e decidere di andare avanti insieme, forse lo hanno già fatto, io me lo auguro. Non è necessario andare in vacanza insieme per fare un buon lavoro, però serve fiducia reciproca e soprattutto rispetto, sia del ruolo professionale che della persona. La Formula 1 è stress allo stato puro, se ci sono crepe diventano voragini. Se non dovessero parlarsi, tutto si complicherebbe. Se uno dei due molla, a quel punto dai vertici di Torino dovranno identificare e nominare un sostituto, operazione non semplice, visto che siamo praticamente al via del 2019, ma comunque meno difficile del vedersi sul tavolo un aut-aut da parte di entrambi“.

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