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Gli ultimi tre piloti italiani in Formula Uno commentano l’esordio di Antonio Giovinazzi in Alfa Romeo Sauber: le parole di Ivan Capelli, Vitantonio Liuzzi e Jarno Trulli

Al fianco di Kimi Raikkonen in Formula Uno nel 2019 ci sarà un italiano. Con la Alfa Romeo Sauber, dopo una lunga assenza di uomini tricolore sui circuiti della classe motoristica più famosa, esordisce Antonio Giovinazzi. A commentare il debutto del pilota pugliese in Formula Uno gli ultimi tre grandi italiani capaci di ‘prendersi’ una monoposto all’interno del Circus.

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Ivan Capelli, attivo dal 1985 al 1993 sui circuiti di tutto il mondo, ha spiegato a Gazzetta dello Sport: “il primo pensiero che sorge a tutti è che era ora. Finalmente torniamo ad avere uno dei nostri. Perché sì, c’è la Ferrari, e poi la Toro Rosso e ci sono tutte le nostre realtà, Pirelli, Brembo, Magneti Marelli di cui andare fieri, ma un pilota è uno in cui immedesimarsi. E penso che saranno in tanti che nel corso della stagione faranno il tifo per Antonio, tanto più che sarà associato ad un marchio italiano importante e amato come Alfa Romeo. Antonio ha avuto un debutto particolarmente stressante, perché era stato costretto a correre a Melbourne, e poi a Shanghai, due anni fa, praticamente senza poter provare nulla. In Cina aveva pagato la situazione, andando a sbattere, con la squadra che non lo aveva nemmeno tanto aiutato. Adesso è tutto diverso, non deve più saltare su una macchina che non conosce. Avrà il tempo di prepararsi fisicamente, di fare i test: la sua vera chance è questa. È quello di Leclerc l’esempio che Giovinazzi deve seguire. Non serve strafare, ma è necessario far vedere che si corre con intelligenza, che si sanno gestire le varie situazioni. E in più Antonio avrà anche la fortuna di poter prendere spunto da Kimi Raikkonen, il pilota più esperto di tutta l’attuale Formula 1. Insomma mi pare che abbia tutto per poter sfruttare al meglio la sua chance“.

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Jarno Trulli, la cui carriera in Formula Uno ha caratterizzato le stagioni dal 1997 al 2011, ha invece dichiarato: “se consideriamo tutti gli appassionati che ci sono da noi  era una cosa molto grave. (…) Trovarsi in team con lui (Raikkonen, ndr) per Giovi è una grande opportunità, per l’esperienza di Kimi, ma anche perché può stargli davanti. Quest’anno credo abbia fatto vedere che gli manca qualcosa, non è più il Kimi di una volta. La Formula 1, soprattutto vissuta nelle scuderie minori, è fatta di alti e bassi con i quali bisogna imparare a fare i conti. Le pressioni sono alte, per questo bisogna da una parte buttarsi anima e corpo, ma dall’altra non ascoltare nessun altro se non il team e le persone del proprio entourage di cui ci si fida. Bisogna lasciarsi dietro tutto il resto e pensare soltanto a due cose: restare concentrato e andare forte”:

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Vitantonio Liuzzi, infine ha ammesso: “per quel che vale l’Italia nel motorsport e nell’automobilismo in particolare  non potevamo permetterci di essere senza piloti in griglia. Era un vero peccato. Il fatto è che in questi anni abbiamo pagato la crisi economica. Che ha avuto due effetti. Da un lato ha colpito i team, molti dei quali hanno ripiegato su piloti paganti. E dall’altro ha penalizzato in particolare i nostri: da noi era certamente più difficile trovare realtà economiche che potessero competere con chi, governi, federazioni e/o sponsor, all’estero sborsava per i suoi piloti“. “Ha avuto alti e bassi  ma poi in GP2 ha fatto un’ottima stagione. – ha detto poi Liuzzi su GiovinazziDa qui a dire se potrà avere una gran carriera è difficile, si vedrà. Avrà una Sauber che è una buona macchina, con la fortuna di potersi confrontare con Kimi Raikkonen che gli potrà insegnare tantissimo. Il fatto è che dovrà andare più forte di lui”.