Pippo Pozzato dice stop: il corridore italiano non sarà più un ciclista professionista dal 2019. Inizia una nuova vita per il “Maestro”

Un campione lo sa, quando arriva il momento di dire addio all’agonismo. Qualcosa scatta dentro e la decisione di fermarsi arriva all’improvviso ma chiara e nitida. Dopo quasi 20 anni in sella alla bici, Pippo Pozzato ha deciso di dire stop. Tappe al Tour ed al Giro, la Milano-Sanremo 2006 e la Tirreno-Adriatico nel 2003, questo il palmares del ciclista italiano, che adesso vuole iniziare una seconda vita.

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LaPresse/ Spada

Il “Maestro” vuole dedicarsi ai giovani, giocare a hockey in Serie B e dedicarsi alla sua concessionaria aperta nel Principato, sempre continuando quella che è sempre stata la sua vita parallela al ciclismo, fatta di divertimento, serate e tatuaggi, ma non è escluso che Pippo adesso metta anche la testa a posto e si costruisca una famiglia tutta sua. Al termine di un anno complicato, durante il quale ha perso il padre, Pozzato ha comunicato ufficialmente la sua decisione. Un post lungo e profondo, sui social, per raccontare le sue sensazioni in questo momento così importante della sua vita:

Eccoci qui a scrivere la conclusione di una parte della mia vita, la più intensa e divertente. Oggi posso dire che il mio sogno da bambino si è realizzato e senza rendermene conto è già tutto finito, magari in un modo che non avrei voluto ma da uomo so accettare questo epilogo. 
Quando a 16 anni arrivò la Mapei a cercami, pensavo fosse uno scherzo. I tre anni con la “maglia a cubetti” sono stati fantastici, ancora oggi penso sia stata la migliore squadra al mondo. Un periodo però troppo breve per imparare al meglio il mestiere del ciclismo, svanita la squadra forse è iniziato a svanire anche il mio talento, che ammetto di non essere riuscito sempre a far rendere al meglio. In tante situazioni mi sentivo come un quando indossi un abito fatto su misura ma che non è il tuo. O era troppo largo o spesso mi stava stretto. Sono comunque riuscito a realizzare alcuni dei miei sogni come la Sanremo nel 2006. Purtroppo gli ultimi anni non sono stati facili, ho sempre lottato per uscirne come sarebbe piaciuto a me, ma alla fine mi sono dovuto arrendere. 
Chiudo un anno triste dovuto alla perdita di mio padre che insieme a mia madre sono e sempre le colonne portanti della mia vita. Si cala il sipario senza fare troppo rumore come invece mi sarebbe piaciuto fare. Mi guardo indietro e vedo 19 anni di carriera essere volati via. 
Ora inizia una nuova vita, con tanti progetti ai quali sto lavorando. In primis la squadra Continental che sto costruendo e nella quale vedo tanti giovani ciclisti vogliosi di realizzare il proprio sogno sportivo ed io insieme a loro. Da qui voglio partire per dare al ciclismo italiano una squadra ed una nuova generazione di ciclisti degni della nostra storia. Questo è oggi il mio più grande obiettivo che lavorando duramente spero di raggiungere nei prossimi anni. 
In conclusione ringrazio tutte le persone con cui ho avuto la possibilità di lavorare in questi anni, il mio manager Luca, la mia famiglia, mamma Franca, Vittoria e tutto i miei amici dello Gnoranteam. 
Grazie a tutti è una stata figata!

PP