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Daniele Belardinelli, cuore diviso fra Inter e Varese, un passato da ultras, la passione per la scherma e l’amore per i suoi due bambini: ecco chi era il tifoso che ha trovato la morte dopo Inter-Napoli

Nel day after di Inter-Napoli, decisa nel finale di partita da un gol di Lautaro Martinez, non c’è spazio per i classici commenti sulla partita. Il calcio giocato lascia spazio alla cronaca, visti gli episodi di violenza che hanno caratterizzato il post partita, a causa dei quali un tifosi dell’Inter ha perso la vita, investito da un van. L’uomo si chiama Daniele Belardinelli, 35 anni, padre di due figli, conosciuto a Varese per i suoi successi con la Fight Accademy di Morazzone nella ‘scherma corta’, diventato campione di specialità ‘coltello’, ‘giacca e coltello’ e ‘capraia’.

Belardinelli, chiamato da tutti ‘Dede‘, era anche uno dei capi della Curva Nord del Varese, gemellata con quella dell’Inter, nonchè leader dei Blood e Honour, ultras dei biancorossi. Come si legge sulla Rosea, Belardinelli aveva guidato la protesta dei tifosi del Varese l’11 novembre 2007, chiedendo la sospensione del match di Serie C2 tra Varese e Lumezzane come segno di solidarietà in seguito alla morte di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola dell’agente di polizia stradale Spaccarotella. Gli ultras del Varese avevano chiesto all’allora dirigente Sean Sogliano di non far disputare la partita e, davanti alla risposta negativa, Belardinelli colpì con uno schiaffo il dirigente. In seguito a tale episodio ricevette un Daspo di 5 anni con obbligo di firma. Nel 2012 ricevette un altro Daspo per ulteriori 5 anni perchè protagonista negli scontri durante l’amichevole Como-Inter.