LaPresse/Fabrizio Corradetti

Adriano Panatta si scusa con Marco Sau e l’intera Sardegna dopo il paragone infelice con il quale ha messo a confronto l’attaccante del Cagliari e un ‘sorcio’

“Si è infilato come un sorcio nero“, con queste parole pronunciate a ‘Quelli che il calcio’, Adriano Panatta ha commentato, in maniera alquanto infelice, il gol del pareggio di Marco Sau contro la sua Roma. Nonostante la natura beffarda del 2-2, arrivato nei minuti finali, tanto il Cagliari quanto la Sardegna sono apparsi abbastanza risentiti delle parole dell’ex tennista. Dopo il polverone sollevatosi nei giorni seguenti, Adriano Panatta ha deciso di scusarsi, tramite le pagine de ‘L’unione Sarda’: “se qualcuno si è risentito per quel che ho detto mi scuso, ma la mia era solo una battuta in romanesco. L’intenzione era quella di elogiare la furbizia dell’attaccante del Cagliari che, come un topolino, è riuscito a far breccia nella difesa giallorossa. È un ottimo calciatore. E il Cagliari non me ne voglia: la Sardegna, dove ho tanti amici, è sempre nel mio cuore. Chiamavo sorcio anche Harold Solomon. Perché se ti giravi un secondo, ti fregava. Era l’avversario che ho sconfitto nella finale del Roland Garros nel 1976, ma di lui avevo assoluto rispetto. So di essere stato frainteso. Mi dispiace, non volevo offendere nessuno“.