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Milan, Marco Fassone è tornato a parlare del default della proprietà cinese targata Yonghong Li che ha portato il club nelle mani di Elliott

Ignoro da dove siano arrivati i soldi dell’ operazione. Se fossero suoi o in prestito. Però nell’operazione con Fininvest erano coinvolti gli advisor più prestigiosi. Da Lazard a Rothschild e lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli. Perché dovevo dubitare?” L’ex amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, è tornato a parlare dopo il clamoroso tonfo della società rossonera targata Yonghong Li. Parlando al Sole 24 ore, l’ex dirigente ha detto la sua verità in merito a quanto accaduto in quei caldi mesi.

Fassone ha parlato anche dei motivi che portarono al default e dunque al passaggio del club ad Elliott come da contratto: “In cda si era deciso che, nel caso non fossero arrivati gli introiti cinesi, Mr Li avrebbe dovuto fare aumenti di capitale per complessivi 120 milioni. Mano a mano che passava il tempo, gli introiti cinesi non arrivavano. Mr Li aveva messo 88 milioni di aumento, ne mancavano 32 per arrivare a 120, quindi li ha anticipati Elliott come da accordi. A quel punto Mr Li ha preferito andare in default. Ha sorpreso anche me questa decisione“.

Yonghong Li, Milan
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I programmi economici della società erano parsi sin da subito eccessivi, come rilevato anche dall’Uefa che ha bloccato il Milan dal punto di vista del Fair Play finanziario: “Sicuramente erano troppo ottimistici i valori riportati nel piano relativi alle entrate da mercato cinese. Il presidente Yonghong Li era convinto di riuscire a centrare quei target. Poi, come si è visto, la Cina ha dato zero, ma siamo comunque riusciti a compensare con i ricavi da stadio e soprattutto plusvalenze: 35 milioni nella campagna estiva dello scorso anno, cedendo Niang al Torino e Lapadula al Genoa. Il mio addio? Al Milan avevo la carica di ad e direttore generale. Le cifre non le voglio commentare, ma se avessi accettato quanto proposto dal Milan, sapendo che gli accordi erano altri, avrei dato l’ impressione di essermene andato con qualcosa da nascondere. Deciderà il giudice a questo punto“.

Infine la bomba su Cristiano Ronaldo: “Mr Li voleva Ronaldo perché riteneva che avesse una grande forza sul mercato cinese», ha spiegato Fassone nella prima intervista rilasciata dopo aver lasciato la guida del Milan. Ci siamo visti nel luglio 2017 con il suo procuratore Mendes, per verificare i costi e la disponibilità del giocatore. Poi convinsi Mr Li a lasciare perdere il sogno, in quanto Ronaldo costava troppo”.