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Marco Melandri non le ha mandate a dire a Ducati ed il team Aruba dopo la trattativa saltata relativamente al suo ingaggio

Marco Melandri ha deciso di uscire allo scoperto, tuonando contro la Ducati e il team Aruba dopo la trattativa andata a vuoto nelle scorse settimane. “Sono convinto che da giugno sapessero cosa avrebbero fatto, questo è certo, nessuno ha parlato con me, mai – ha dichiarato a Speedweek -. Sapete qual è il colmo? Finora nessuno mi ha detto che sono fuori. Ne ho sentito parlare dai media, nessuno mi ha chiamato dala Ducati, non ho ricevuto e-mail. Sono il pilota più economico nel paddock, in Ducati ho preso 150.000 euro in due anni, Chaz Davies ha incassato 1.3 milioni di euro, nove volte più di me. La Ducati non mi ha nemmeno chiesto quanto avrei voluto per restare. Alvaro Bautista non può aver chiesto meno di me, ci sono altre ragioni dietro questo affare”.

Melandri è un fiume in piena e prosegue nel suo sfogo, parlando anche di Stefano Cecconi, ad del team di Superbike Aruba.it: “Alcune persone in Ducati non sono mai state al mio fianco. In termini di rapporto qualità-prezzo, sono stato una delle cose migliori che hanno fatto negli ultimi due anni. Ma non mi interessa più, la Ducati è il passato, adesso sono in cerca di una nuova sistemazione. Prima della gara di Misano di lugli Stefano mi aveva assicurato che lui era il capo del team, e che sarebbe stato lui ad avallare la scelta dei piloti. Dopo Misano, mi ha detto la stessa cosa, e che le voci su Bautista sarebbero state usate solo per negoziare sugli ingaggi. Non abbiamo mai parlato di soldi. Quando ho saputo che Ducati aveva firmato con Bautista ho richiamato Stefano , mi ha risposto che non poteva farci niente. In precedenza, era proprietario di una squadra e improvvisamente non sapeva nulla e non poteva fare nulla”