Zaytsev
LaPresse/Alfredo Falcone

Il giocatore azzurro ha parlato della vaccinazione ai microfoni di Grazia, sfidando i movimenti no-vax

Ci tenevamo a far sapere che per noi vaccinare i figli è una forma di rispetto per tutta la comunità: nei Paesi dove non si vaccina la mortalità per malattie infettive è molto più alta. Non si tratta di guerra tra case farmaceutiche, ma di dati scientifici“. Ivan Zaytsev, stella della Nazionale italiana di volley in procinto di partecipare ai Mondiali, racconta su Grazia perché ha postato con orgoglio una foto della figlia subito dopo l’immunizzazione, sfidando i movimenti no-vax. “Sono uno sportivo, ma anche un cittadino. Essere un personaggio pubblico è un vantaggio – evidenzia l’azzurro nell’intervista al magazine – ci sono temi che mi stanno a cuore e credo sia importante usare la mia visibilità anche per sensibilizzare la gente. Ma non voglio fare politica o essere strumentalizzato“. Come reazione alle sue opinioni, in rete c’è chi ha espresso perfino giudizi razzisti, augurandogli di “tornare a casa“. “Commenti così superficiali dimostrano che gli odiatori non conoscono né la mia storia né come mi sento – sottolinea Zaytsev – i miei genitori sono russi, è vero, ma la cittadinanza italiana l’ho desiderata, conquistata, come prevede la legge, dopo dieci anni di residenza. Sono nato a Spoleto, ma in Italia non esiste lo ‘ius soli’, anche se io sarei favorevole, perché sono convinto che le persone che nascono qui sono la forza del nostro Paese“. (ADNKRONOS)