Milan vs Inter Gattuso
Spada/LaPresse

Fra argomenti seri, come scudetto e il ruolo di Higuain, e un po’ di ironia sul rapporto e le telefonate con Ancelotti, Gattuso risponde alle domande dei media nella conferenza stampa della vigilia di Napoli-Milan

Alla vigilia di della super sfida fra Napoli e Milan, l’allenatore rossoner Gennaro Gattuso si è presentato in conferenza stampa per rispondere alla domande dei media. Per il Milan sarà la prima sfida della stagione, visto che l’esordio contro il Genoa è stato rimandato dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi. Inizio col botto dunque per i rossoneri che si ritroveranno davanti non solo il Napoli, ex squadra di Higuain, ma anche l’ex allenatore Carlo Ancelotti, un totem del passato rossonero. Gattuso ha affrontato questi ed altri argomenti, alternando serietà ed ironia: per Arrigo Sacchi il mio Milan può essere da scudetto? Mi ha dato una mazzata dietro al collo… secondo me siamo ancora lontani, ma forse in prospettiva ci possiamo arrivare. Oggi però dobbiamo pensare a migliorare la posizione dell’anno scorso, bisogna lavorare duramente per centrare l’obiettivo quarto posto che ci porterebbe in Champions League. Come si vince a Napoli? Con il solo Higuain non vinciamo nessuna partita, abbiamo bisogno della squadra. Si tocca con mano tutti i giorni che Gonzalo è un giocatore di grandissima qualità, tra i dieci attaccanti più forti al mondo, ma dobbiamo scendere in campo da squadra e dobbiamo metterlo nelle situazioni migliori per fare gol. Ancelotti è il maestro, io ancora devo mangiarne di pasta… Ma domani andremo a Napoli e ce la giocheremo, spero di fare bella figura e portare punti a casa. Sarà una partita molto difficile e spero che il Milan vinca. Ieri mattina con Carlo ci siamo sentiti, come facciamo spesso da quando ho smesso. Mi ha chiesto se voglio le mozzarelle. Sapete tutti il rapporto che abbiamo, per me è stato più di un allenatore e non nego che in questi anni qualche chiamata nei momenti di difficoltà gliel’ho fatta. Voi pensate che non ci assomigliamo caratterialmente, ma lui si è addolcito quando è diventato allenatore. Da quando ho smesso non ho mai sentito un calciatore parlare male di Carlo, anche chi non giocava. E’ difficile copiarlo nella gestione del gruppo, è stato un maestro. Ora si vede che al Napoli sta cercando di cambiare qualcosa, ma non ci ha ancora messo mano al 100% e il Napoli di oggi assomiglia ancora a quello di Sarri“.