Fabio Ferrari/LaPresse

L’Inter va in vantaggio di due gol, poi si fa rimontare in meno di un quarto d’ora: 2-2 che certifica il secondo ‘caso’ dopo Sassuolo. Nerazzurri che sembrano uguali alla brutta versione mostrata la scorsa stagione

Partiamo da un’immagine: il pubblico del Meazza che fischia. Un pubblico esigente quello nerazzurro, senza dubbio, abituato alle sofferenze della ‘Pazza Inter’, ma non alle brutte prestazioni, particolarmente sotto il profilo del gioco. Ci può stare non fare risultato, ma è ben diversa la prospettiva finale se un pareggio, come quello di oggi contro il Torino, arriva giocando bene o giocando male. Oggi l’Inter ha giocato male.

Spada/LaPresse

La squadra di Spalletti sembrava la stessa dell’anno scorso, particolarmente della prima metà di campionato: buon potenziale, brava a sfruttare qualche occasione, ma poco solida e con un gioco francamente difficile da decifrare. Quello di Sassuolo sembrava il classico esordio sfortunato: gol subito su rigore e sconfitta forse abbastanza severa. Un incidente di percorso insomma. Quello contro il Torino è però il secondo ‘caso’, nel giro di 7 giorni. Sarà l’estate, l’innesto dei nuovi, la mancanza di Nainggolan ed ogni attenuante del caso, ma l’Inter prima candidata ad essere l’antijuve, ad oggi è già a -5 dalla vetta. Questo è un dato, non un caso.

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La difesa prende 3 gol in due partite, clamorosi i due di oggi arrivati su due svarioni del reparto arretrato che hanno permesso prima a Belotti di segnare a porta vuota, causa un errore di posizionamento di D’Ambrosio e Handanovic; poi a Meitè di trasformarsi in Yaya Toure, dribblare al limite dell’area e concludere da pochi metri. Altri dati sui quali riflettere. La vera stranezza dell’Inter però è il gran potenziale inespresso e che fa fatica a vanir fuori. Dopo il pareggio la squadra è andata in confusione, ha iniziato ad attaccare a testa bassa, affidandosi agli spunti dei singoli come Perisic, unico uomo davvero decisivo in campo. Dal centrocampo tanto filtro e poche idee.

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Quando Icardi ha le polveri bagnate inoltre, l’Inter perde gran parte della sua pericolosità offensiva. Altro dato. Anno nuovo vecchia Inter? Per adesso sembra di sì. L’anno scorso la svoltà arrivò con due giocatori di qualità aggiunti alla rosa: Joao Cancelo, impressionante nelle prime uscite con la Juventus; e Rafinha, anima del centrocampo nerazzurro, in termini di classe e facilità di gioco. A Vrsaljko e soprattutto Nainggolan l’obbligo di non farli rimpiangere e dare la scossa all’ambiente nerazzurro già dalla prossima sfida: 3 indizi, o ‘casi’ se preferite, fanno una prova.