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LaPresse/Piero Cruciatti

Guido Meda racconta i momenti di terrore vissuti in mare con la famiglia: precisazioni e dettagli dell’accaduto

Momenti di terrore in mare per Guido Meda e la sua famiglia. Ieri la notizia di un incidente in mare che ha coinvolto il vicedirettore di Sky, commentatore della MotoGp, ha lasciato tutti a bocca aperta, allarmati per lui e tutta la sua famiglia. Guido Meda entra nelle case degli italiani ogni domenica e la passione che mette nel suo lavoro è talmente coinvolgente che riesce a trasportare ed emozionare anche chi non ama troppo il mondo a due ruote.

LaPresse/Spada

Intercettato dalla ‘rosea’ Meda ha fatto un po’ di chiarezza sull’accaduto, precisando prima di tutto alcuni punti errati circolati nel via vai di notizie: “ma quale yacht, e soprattutto quale mio. Innanzitutto la barca era di un mio amico, e poi era un’aragostiera di 12 metri“.

“Era una giornata dal tempo fantastico, anche il bollettino nautico non faceva presagire nulla, pure la Guardia Costiera si è detta sorpresa per come è evoluta la giornata. Ma nel pomeriggio, saranno state le 17, all’improvviso il vento e il mare sono montati in maniera violenta. Noi eravamo in un’insenatura e a abbiamo cercato di tornare in porto. Non siamo finiti sugli scogli, come è stato detto. Semplicemente all’improvviso la barca ha iniziato a imbarcare acqua dalla poppa, il motore ci ha abbandonato e a quel punto, visto che la barca iniziava ad affondare, il mio amico ha gettato in acqua la zattera autogonfiabile e siamo saliti a bordo. È stata una cosa velocissima, il tempo di metterci in salvo e dopo una decina di minuti la barca è andata a fondo. I bambini, mia moglie e tutti sono stati bravissimi, ma sono stati attimi angoscianti“, ha continuato Meda prima di approfondire come lui, la famiglia e l’amico sono stati soccorsi: “a turno io e il mio amico ci siamo buttati in acqua per provare a indirizzare il canotto che puntava pericolosamente verso gli scogli. La fortuna ha voluto che dalla riva 4 turisti abbiano visto cosa è successo e che uno di loro sia corso a chiamare aiuto. Quaranta minuti dopo ci hanno soccorso e tutto per fortuna è finito bene. Vorrei dire solo una cosa: quando vai per mare, sapere dove sono le dotazioni di sicurezza è fondamentale. Non capita mai, ma quando capita… Il mio amico è stato bravissimo“.

Ieri Meda è tornato in mare per cercare di far riemergere la barca e recuperare ciò che è affondata con essa, come ad esempio il passaporto, necessario per volare a Silverstone per il prossimo Gp.

guido medaAnche su Facebook, il commentatore italiano ha voluto fare chiarezza sull’accaduto, spiegando approfonditamente, nei minimi dettagli tutta la vicenda, per smentire alcune notizie errate circolate nella giornata di ieri: “a parte chi mi ha attribuito a caso la proprietà di uno yacht che non ho (magari!) , c’è una notizia, pubblicata da un sito, che parla di “errore durante un tentativo di attracco”! Mi piacerebbe sapere la fonte perchè è una totale sciocchezza e come tale va smentita; non è la realtá e non rende merito a tutto ció che di buono il proprietario della barca che ci ospitava, un caro amico esperto e scrupolosissimo, ha fatto da subito per ottenere il meglio ed evitare il peggio . Nessuno scoglio, nessun attracco fallito […] Grazie a tutti, a Ido e Leonardo, alla Capitaneria, a Francesco, ad Angelo, a Paola e Andrea, a Cristiano, grazie anche a chi ha capito che certe volte scherzare male su cose così non è umano, che il cinismo da social davanti a certe situazioni è pattumiera. Chi non l’ha capito ha un problema lui. Io sono orgoglioso della mia famiglia a cui auguro anni di anonimato digital/ social e mille milioni di miglia di crociera serena e senza burrasche improvvise. Un papà fiero“.