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Il passaggio della Force India nelle mani del consorzio di Lawrence Stroll finisce nel mirino di un’azienda russa: accuse di inequità nel processo di transizione

La nuova era in casa Force India, quella targata Lawrence Stroll, padre dell’attuale pilota della Williams Martini Racing Lance, non sembra essere nata nel migliore dei modi. Di roseo infatti c’è solo il colore della macchina, diversi dubbi offuscano il futuro della scuderia al suo 10° anno in F1. A finire al centro di aspre critiche è stato proprio il passaggio della scuderia a Lawrence Stroll, giudicato dalla società Russa Uralkali (interessata all’acquisto) come un’operazione che non è stata fatta nei migliori interessi dei creditori delal Force India e dello sport in generale. Il colosso russo, uno dei più grandi esportatrici di potassio della nazione, associata a Dmitry Mazepin (padre di Nikita, pilota di Formula due e test driver della Force India), avrebbe insistito nell’attuare un processo trasparente ed equo per garantire pari opportunità ad ogni offerente. Uralkali inoltre avrebbe proposto alcuni metodi di procedimento per rendere la vendita del team maggiormente ‘regolare’, metodi però declinati dagli amministratori delegati alla vendita della Force India. L’azienda russa avrebbe sottolineato infine come le tempistiche per la presentazione delle offerte fossero poco rispettabili.

Gli amministratori della FRP Advisory, Geoff Rowley e Jason Baker, hanno però confermato di aver trattato con equità ogni possibile offerente interessato all’acquisizione della Force India: “tutti gli offerenti hanno avuto le stesse opportunità di presentare l’affare migliore per il team. In tutto noi amministratori abbiamo seguito perfettamente quelli che erano i nostri doveri e i nostri obiettivi, sempre stando al ruolo che ricoprivamo in quel momento. In più ci siamo potuti avvalere del consiglio di consulenti legali molto esperti“.