Photo4 / LaPresse

Sebastian Vettel confessa il suo amore per l’Italia in una lunga intervista, il tedesco della Ferrari omaggia il nostro Paese alla vigilia del Gp di Monza

L’inferno rosso è pronto ad infiammare il circuito di Monza in occasione del Gp d’Italia. Il weekend del quattordicesimo round del campionato mondiale di Formula Uno parte come di consueto di giovedì, con le prime parole dei piloti ai microfoni dei giornalisti. Protagonista di questa giornata anche un’importante intervista di Sebastian Vettel girata in Belgio. Il tedesco della Ferrari ha parlato ai microfoni di Sky F1 dello spettacolo messo in scena dai tifosi a Monza e del suo sentirsi in fondo un po’ italiano. Ecco le parole del 31enne originario di Heppenheim.

vettel
Photo4/LaPresse

Lo so che la squadra è italiana, siamo tutti un po’ italiani. Mi sento italiano anche se so che sono tedesco. – ha ammesso teneramente Vettel –  In questo momento mi sento un po’ italiano perchè la squadra è italiana, noi siamo italiani, la Ferrari è l’Italia e quindi io provo a parlare un po’ italiano e ci provo anche con i meccanici e con la gente a Maranello. Spero che il mio italiano migliorerà anche se quando parliamo delle macchina e delle gomme parliamo inglese, ma c’è un motivo. Io sono tedesco, un altro della Spagna e quindi ci conviene. Il nostro cuore però è italiano e questo è importante per noi e per tutti. Io perciò provo a parlare in italiano, perchè non tutti i tifosi parlano inglese”. 

ferrari vettel
Photo4/LaPresse

L’intervistatore chiede poi a Vettel come gli sia venuto in mente di cantare Toto Cutugno a Singapore nel team radio dopo la vittoria. “Mi vergogno a cantare, non mi piace, però vincere la gara è bello. – ha spiegato Seb – Una, due, tre settimane prima ho preso una lezione d’italiano e l’insegnante ci ha fatto sentire Toto Cutugno per farci capire la melodia della lingua italiana. Mi piacciono le canzoni italiane, mi piace la Ferrari. A me piace anche tutto il resto che c’è d’italiano. Il cibo, la gente ed il gesticolare”. 

Spesso non abbiamo possibilità di fare festa dopo le vittorie e quindi per divertirci un po’ mettiamo la musica. – ha raccontato il pilota tedesco –  Questo è importante, ho vinto tante gare e non ho fatto niente, perchè pensavo sempre ‘la prossima gara’. Però penso che sia importante divertirsi al momento giusto. 4 anni in Ferrari mi hanno cambiato, un anno e mezzo in Toro rosso no, ma quattro anni in Ferrari sì”. 

vettel
Photo4/LaPresse

Sul team radio dopo la vittoria di Silverstone, in cui Vettel ha urlato ‘a casa loro’, Sebastian ha svelato: “non era per loro, ma negli anni scorsi a Silverstone ha vinto sempre la Mercedes. Sono forti lì ed è quasi impossibile per gli altri vincere lì. Quest’anno abbiamo vinto a casa loro. Quando vinci 10 volte nello stesso posto è quasi normale che diventi la tua casa. Lì è casa loro per questo, non solo perchè la macchina si produce a Berkeley”. “Spero di avere la possibilità dopo la gara di Monza di dire ‘casa nostra’. Non è casa mia, ma mi sento un po’ a casa. – ha continuato il quattro volte campione del mondo – Se non sei in rosso è normale che qui che ti fischiano. In Toro Rosso, quando ho vinto la prima volta qui, erano tutti contenti dopo la gara. Ho pensato ‘ce l’ho fatta’ alla fine della gara. La prima volta è stato incredibile con il motore Ferrari era la mia Toro Rossi, quindi non era un Ferrari ma quasi. Poi, quando ho vinto con Red Bull e Renault tutti a fischiare. Negli ultimi anni con la Ferrari è una mega festa. La mattina quando entro nel paddock tutti i tifosi sono lì ed allora voglio vincere in rosso in casa nostra”. 

vettel
Photo4/LaPresse

Mi piace un sacco guidare, ma mi piace di più guidare una Ferrari e quando faccio una bella gara è importante sapere che ho fatto una gara belle e quando faccio una gara brutta anche. – ha detto determinato Vettel –  Lo so che i tifosi hanno ragione di essere arrabbiati e delusi perchè anch’io sono arrabbiato e deluso quando sbaglio, è normale. Quando guidi è improntate che tu sai perchè guidi e dopo per chi guidi. Io guido per me, per la mia squadra, per le persone che lavorano per me e guido anche per i tifosi per la Ferrari, che sono qualcosa più grande di noi”.

Penso di essere il migliore a volte sì ed a volte no. – ha ammesso poi il tedesco –  Non sono il migliore sempre, sarebbe impossibile. Secondo me è difficile essere il migliore quasi sempre come riuscì a fare Michael, ma si può fare. Se dopo la gara che ho fatto mi sono sentito bene significa che ho fatto tutto quello che potevo fare e ho vinto, però non è possibile vincere ogni gara e se qualcun altro vince è il migliore quel giorno, ma non è così per la stagione in cui è importante essere il migliore alla fine ed avere più punti degli altri”. “Chiudere la carriera in Ferrari? – ha concluso VettelIo non penso mai al futuro lontano anni, non lo so, ma forse sarebbe buono. Adesso non è importante, ora è importante Monza”.