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James Rushton CEO DAZN

Dazn sta creando il caos, la rivoluzione paventata sta provocando più scompiglio che reali vantaggi per gli utenti, trovatisi a pagar di più per un prodotto non idoneo

“Segnale in ritardo, interruzioni e immagini sgranate. Anche la seconda giornata ha confermato, purtroppo, i tanti problemi che affliggono il servizio di Dazn, la nuova piattaforma televisiva necessaria per vedere alcune partite di serie A”. Il Codacons dà il via agli esposti all’Antitrust contro l’emittente finita nella bufera dopo le prime due giornate di campionato. “L’Associazione non può tacere la condotta commerciale scorretta posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 euro al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’abbonamento per la Serie A allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Il Codacons prosegue con la mannaia: “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”.

Anche l’Aidacon tuona contro Dazn: “Attraverso il reclamo inoltrato in queste ore alla Lega Serie A e all’Antitrust – ha rivelato il presidente Carlo Claps – Chiediamo un immediato intervento al fine di creare condizioni più eque per tutti i consumatori”. Stesso discorso per Altroconsumo, che chiede a gran voce di “approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile – riporta Repubblica – che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio”.