crollo ponte morandi

Il Ponte Morandi crolla, ma non la fede di chi ama Genova ed il calcio: la poesia e l’immagine simbolo dei due tifosi abbracciati diventano virali sui social

Il crollo del Ponte Morandi a Genova, a due giorni dalla tragedia, non smette di far parlare di sé con polemiche, ma anche con atti di solidarietà. La storia delle vittime, che hanno perso la vita in questo modo così stupido rimbalza da giornale a giornale, in una commemorazione che oscilla tra la rabbia e l’orgoglio, per ricordare chi è volato via per qualcosa che qualcuno doveva prevedere. La storia di chi si è salvato fa gridare al ‘miracolo’: il portiere che dopo 80 metri di volo esce sulle sue gambe dalla sua auto ed il camionista ad un passo dal baratro, sono racconti che fanno accapponare la pelle. Tutto ciò sarà ricordato per decenni in un’Italia che ora gioca a rimbalzarsi le colpe, proprio come fatto per altre questioni politiche delicate, vedi alla voce ‘migranti’.

Oltre a tutto questo però esiste anche un popolo che ha voglia di rialzarsi, che mette da parte le rivalità sportive e si unisce oggi più che mai per non far ‘crollare’ ancor di più Genova. Una poesia, rimasta anonima su Facebook, diventa virale sui social e riesce a racchiudere a pieno i sentimenti di genovesi e sampdoriani. Il derby della lanterna, che tante volte ha creato sul campo e sugli spalti tafferugli, oggi unisce due tifoserie con un’immagine che rimarrà simbolo. Due tifosi si stringono in un abbraccio per colmare il vuoto rimasto tra i due lembi del Ponte Morandi. Ecco il testo della poesia a cui l’immagine si accompagna:

Crolla un ponte, Crolla una strada, Crollano i nervi di chi, Consapevolmente, Pensa: Avrei potuto essere li. Crolla una città, Ora più isolata, Crolla la sua economia, Fragile ed insicura. Crolla la fede Nel cielo, Nel destino, Nella vita. Crollano le braccia Di chi sta spalando, Crolla, pesante, Lo sconforto Sulle nostre spalle. Tutto crolla, Tranne noi. Gente dura, Inospitale, Musoni e Testardi. Per chi non ci conosce. Lavoratori, Camalli, Portuali, Carbonai. Artigiani, Banchieri, Capitani e Marinai. Agricoltori sulle rocce. Superbi, Orgogliosi. Fieri. Insiste, Inutilmente, Il cielo Sulla nostra città. Che da acqua, Fango, Macerie e Bombe, Ne è sempre uscita. E allora che cominci, Genova, Domani sarai ancor più bella.