Il Tour de France, Froome, il Team Sky, i tifosi e il caos: che sta succedendo davvero al ciclismo?

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Tour de France, il caso Sky e il clima ostile a Froome: è la Grand Boucle della tensione, ma sicuramente non è colpa della gente

Che sta succedendo al mondo del ciclismo? Il caos del Tour de France 2018 è emblematico delle tensioni che accompagnano il momento storico di questo sport così nobile ed eroico: fumogeni, lacrimogeni, incidenti, spinte, lanci di pipì sui corridori, “buuu” che neanche una curva degli stadi peggiori…

Ma come mai sta succedendo tutto questo? Semplicemente chi semina vento raccoglie tempesta: dare la colpa alla gente è il modo più semplice per individuare un facile alibi e risolvere la questione. In realtà i tifosi e gli appassionati non sono stupidi, bensì scottati dalle ultime recenti delusioni. Il ricordo della vicenda di Lance Armstrong è ancora vivo nei ricordi di tutto il popolo del ciclismo: una ferita aperta difficile da rimarginare. Il corridore-medio che aveva sconfitto il tumore diventando un fenomeno e vincendo 7 Tour de France consecutivi, poi cancellati per il grande scandalo del doping e dell’arrogante gestione del potere economico del Team Discovery Channel – US Postal, prima aveva illuso milioni di persone per poi tradirle con un grande inganno.

ph. @albertsecall

La sensazione che il Team Sky e in modo particolare Chris Froome siano la stessa cosa è già molto diffusa da anni, ma dopo la vicenda salbutamolo esplosa alla Vuelta dell’anno scorso, lo spettro di un nuovo Armstrong s’è materializzato. Con la colpevole complicità di tutti i poteri forti del ciclismo, che oggi sembrano proteggere i potenti Froome e Sky proprio come facevano dieci anni fa con Armstrong e la sua super squadra.

E così, mentre da un lato molta gente si allontana dal ciclismo scottata da cocenti delusioni e da numerosi scandali, e gli ultimi samurai del fondamentalismo non vogliono neanche sentir parlare di “doping” come se fosse un’offesa personale iniziando a offendere e ingiuriare chiunque associ questo sport alle pratiche di medicina illegale per migliorare le performance, c’è una realtà che ogni amante di questo sport non può ignorare. Il ciclismo dei super poteri non piace a nessuno. E quello che sta succedendo in questo Tour de France è solo una conseguenza, non certo la causa.

Il ciclismo è uno sport leggendario, e ancora oggi i tifosi sono alla ricerca di passioni. Di emozioni. Così il vero eroe di questo Tour de France è Julian Alaphilippe, che a soli 26 anni ha già vinto due bellissime tappe di montagna e sta conquistando la maglia a pois di miglior scalatore alla sua seconda partecipazione della Grand Boucle. Il ciclismo è Lawson Craddock che sta completando il Tour con estrema fatica dopo essersi fratturato una scapola per una terribile caduta il primo giorno, o Philippe Gilbert che nella discesa del Portet-d’Aspet dove nel 1995 morì Fabio Casartelli ha fatto un volo incredibile nel vuoto ma poi è risalito in bici ed è arrivato al traguardo con un ginocchio rotto.

Che dire di Peter Sagan? L’uomo dei record, tre volte Campione del Mondo, non si troverà mai qualcuno per strada che non impazzisca ad applaudirlo e incoraggiarlo. Su facebook è il ciclista con più fan: un milione e cento mila. Soltanto Alberto Contador e Nairo Quintana (un milione) lo avvicinano, poi ci sono Rigoberto Uran e Vincenzo Nibali con poco meno di 500 mila fans. Numeri non indifferenti per i ciclisti, che non sono certo gli sportivi più popolari. Ma non contano le vittorie del Tour o delle tappe. Conta lo spettacolo, contano le emozioni, conta il modo di correre. E quando i ciclisti danno spettacolo, la gente non farà mai i “buuu“. Anzi. Per arrivare a fischiare un corridore ce ne vuole: può perdere, si può staccare, andare in crisi, cadere, fallire un appuntamento. Sarà il volto più umano e sano della sconfitta sportiva, a maggior ragione raccoglierà applausi e incoraggiamenti.

Ma quando si materializzano le ombre dell’inganno no, la gente del ciclismo non è più disposta ad accettarle. E se intorno al gruppo c’è tanta tensione, non ci sono altre spiegazioni rispetto al saggio e antico detto: “chi semina vento raccoglie tempesta“.