Nibali, le parole forti di Davide Cassani: indicazioni importanti in vista della Vuelta e del Mondiale

La caduta di Nibali sull’Alpe d’Huez e le parole del ct Davide Cassani sul futuro dello Squalo

No, non è vero. Non può essere vero. Sono quasi due settimane che aspetto questa tappa, la più bella, la più dura, la più affascinante. Le immagini sono impietose, Vincenzo a terra, sofferente, come due anni fa, a Rio. Quel giorno me lo trovai a bordo strada, piegato in due dal dolore e dalla delusione. Ma questa volta si rialza, riprende la bicicletta, riparte. Il sogno di una stagione che svanisce a 4 km dalla vetta della montagna più famosa del Tour. Vincenzo però questa volta sembra non avere nulla di rotto: 40” di ritardo dai primi che diventano 30 poi 20. Davanti si studiano, Froome non riesce a fare quelle frullate micidiali, Bardet attacca ma non riesce a fare la differenza, Dumoulin uguale, e la maglia gialla non ha nessun problema, controlla. Vincenzo vola. La rabbia lascia spazio alla speranza, le imprecazioni alle incitazioni. «Dai, sono tutti lì, nessuno sta andando così forte». Sto parlando da solo, in ginocchio, sul divano di casa. Vince il corridore con la maglia gialla, Thomas, Nibali a pochi secondi, scuro in volto, preoccupato per quel dolore alla schiena che lo costringe a passare, dopo l’arrivo, in ospedale. Niente da fare. C’è una frattura, non può ripartire, il suo Tour finisce lì“. Lo scrive il ct della nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani, in un editoriale pubblicato oggi sulla Gazzetta dello Sport.

I grandi campioni si distinguono perché hanno sempre qualcosa in più degli altri. Non si esaltano per le vittorie, non si abbattono nelle sconfitte anche quando sono causate da disavventure. Avevamo un appuntamento il 30 settembre a Innsbruck, in Austria. Sono mesi che ne parliamo. Nel settembre scorso mi disse: «Davide, sto già pensando al Mondiale del prossimo anno, questo non fa per me, porta chi è più adatto». Sono mesi che Vincenzo parla di quel giorno e sono certo che tornando a casa dal Tour un pensierino l’abbia fatto. Lunedì avrà altre visite, poi giorni di riposo assoluto, poi i primi allenamenti tra 15 giorni, almeno spero. Se potesse ricominciare ad allenarsi davvero tra un paio di settimane, ci sarebbe la possibilità di vederlo partire alla Vuelta. Sono davvero preoccupato, ma Vincenzo mi ha promesso che farà l’impossibilità per onorare l’appuntamento che avevamo fissato. I campioni hanno sempre qualcosa in più di tutti gli altri. Non si esaltano e non si abbattono. Vanno dritti all’obiettivo e spesso lo centrano” conclude Cassani.