Targa Prova: dietrofront, ma il settore automotive è ancora in agitazione

La nuova circolare del Ministero dell’Interno fa ‘marcia indietro’ sulle sanzioni per le auto con targa prova

Dopo l’enorme protesta avanzata sul web, rimarcata da numerose testate giornalistiche ed associazioni di categoria, il Ministero dell’Interno emana una nuova circolare in cui determina che, al momento, continua ad essere applicata la normativa come da prassi consolidata. Ovvero, niente sanzioni per chi circola con targa prova su autovettura immatricolata (veicolo usato o km0). La questione però non termina quì: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sostiene che sia legittimo farne uso indipendentemente dall’immatricolazione, il Ministero dell’Interno sostiene il contrario. Pertanto la disputa passa al Consiglio di Stato.

Il tutto nasce da una errata interpretazione della frase utilizzata nel regolamento della circolazione di prova (Dpr 474 contenuto nell’art. 98 del CDS), “l’obbligo di munire di carta di circolazione…non sussiste…”, che se l’Italiano non è un’opinione letteralmente significa che non si è obbligati a munire di carta di circolazione un veicolo posto in circolazione di prova, né si e né no. In entrambi i casi si sostituirebbe ai classici documenti d’immatricolazione (carta di circolazione, targhe), dotando il veicolo di autorizzazione alla circolazione di prova e relativa targa (assicurata RCA) da esporre posteriormente. Questa frase viene interpretata come se volesse significare “E’ fatto divieto di munire di carta di circolazione”, eppure non vieta proprio nulla senza che nell’intero dpr venga fatta una sola distinzione tra un veicolo immatricolato o non.

D’altra parte sarebbe un controsenso indicare nelle categorie autorizzate ad ottenere la circolazione di prova gli ” esercenti d’officina di riparazione e trasformazione” oppure il settore degli pneumatici, categorie che difficilmente si ritrovano ad operare con veicoli privi di immatricolazione. Ed ovviamente i commercianti di auto usate. Non solo, è bene ricordare che per accordi bilaterali tra l’Italia e la Germania, i possessori tedeschi di targa prova possono circolare nel nostro paese ed essendo che da loro non è mai stata messa in discussione la possibilità di applicarla su veicoli nuovi o usati, paradossalmente possono farne qualsiasi uso nel nostro paese, mentre noi no secondo la circolare precedente.

Il settore automotive non è comunque tranquillo in attesa del parere del Consiglio di Stato e rivendica quello che è un fondamentale strumento di lavoro. Troppi colpi subiti negli ultimi anni: impossibile non citare l’odiato Superbollo che ha di fatto bloccato le vendite di veicoli con più di 185kw (250cv, oggi alla portata di una vettura di piccole dimensioni) nonostante le urla di associazioni di categoria, case automobilistiche, concessionari, testate giornalistiche ed economisti che ad alta voce hanno fatto notare che è stato soltanto un autogol, producendo meno gettito di quello preventivato e contemporaneamente facendone venire meno altro (iva, immatricolazioni, carburante ecc.) dovuto al crollo delle vendite patito dai commercianti. Migliaia di veicoli che fino ad allora contribuivano al gettito fiscale con il bollo regionale (comunque sostanzioso) svenduti ed esportati definitivamente all’estero (in primis Germania).

Poi il ripristino del bollo sulle vetture ventennali, che ha colpito il settore specializzato in mezzi d’epoca, sia commercianti che officine di riparazione. A migliaia anche quì i veicoli che hanno lasciato il nostro paese, colpendo duramente tutto l’indotto (da chi organizza raduni e fiere di auto d’epoca ai rivenditori alle officine e carrozzerie). Come per il superbollo, nessuno ha ascoltato le urla di dolore della categoria, e persino i club nazionali di auto storiche si sono ritrovati la porta in faccia dai piani alti non appena hanno fatto notare le gravi conseguenze chiedendo una correzione della rotta intrapresa.

Provvedimenti che hanno portato anche a fenomeni di elusione ed evasione fiscale, con auto prese in leasing o noleggio estero che a loro volta creano una concorrenza al commercio Italiano.

Contemporaneamente arriva la modifica alla normativa per esportare i veicoli e venderli all’estero, da qualche anno tocca prima immatricolarli nel paese di destinazione e solo dopo radiarli in Italia. Prassi che fa a pugni con la legislazione di molti stati che prevedono che il veicolo non sia più targato prima di procedere a nuova immatricolazione. Provvedimento che ha colpito specialmente i commercianti del sud Italia, essendo che gli acquirenti esteri riscontrano non poche difficoltà nell’espletare la procedura in tempi brevi considerata la distanza dai confini.

Oltre a tutto ciò il settore rammenta costi esorbitanti delle volture a cliente che spesso vengono inglobate nel prezzo di vendita ovvero pagate dal commerciante e tanti altri balzelli ormai in rialzo da tempo.

Arrivati al tema targa prova è esplosa la bolla e solo grazie al dietrofront con data 30 maggio si è evitata, in un momento di incertezza e crisi istituzionale nel nostro paese, una protesta senza precedenti da parte di tutte le categorie del settore, da nord a sud.

Ancor più arrabbiato dopo essere venuto a conoscenza di un altro provvedimento paradossale adottato dal Ministero dell’Interno: una circolare in cui si stabilisce che le targhe estere circolanti nel nostro paese prive di assicurazione RCA non sono sanzionabili. Da un lato quindi, per una interpretazione di dubbia validità, si nega la possibilità di utilizzare uno strumento di lavoro che ha un suo costo non indifferente inglobando in esso anche una polizza RCA, dall’altro lato si da il via libera a chi circola con targa estera scoperto di assicurazione obbligatoria per responsabilità civile. Provvedimento che avalla chi elude il fisco Italiano utilizzando un veicolo con targa straniera ed allo stesso tempo consente di evitare le multe!

Nel mezzo, tra la categoria automotive infuriata sul piede di guerra e i furbetti della targa estera, il maltrattato consumatore Italiano che deve fare i conti con costi altissimi di superbolli, bolli, passaggi di proprietà, revisioni, immatricolazioni, quando ormai è risaputo che all’estero funziona tutto in modo molto diverso (in Francia non esiste tassa di possesso e le targhe si possono ritirare dall’equivalente dei nostri tabaccai; in Svizzera la targa si può spostare da veicolo a veicolo; in Germania il bollo è sulla targa che può avere una validità limitata a secondo di quando serve utilizzare il veicolo nonché esistono targhe temporanee e di prova anche per privati).

Daniele Surace