Reina, Napoli
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Pepe Reina ha parlato del Napoli, della sua nuova avventura al Milan e del suo rapporto con gli Esposito, conosciuti tramite Paolo Cannavaro

Quattro anni che si chiudono così, sfiorando uno scudetto che per la città di Napoli sarebbe stato un evento da ricordare per anni. Pepe Reina saluta e si prepara a vestire la maglia del Milan, ultima grande avventura della sua carriera prima di dire basta con il calcio giocato.

Reina, Napoli
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Il portiere spagnolo ha raccontato le sue emozioni, soffermandosi in primis sul momento in cui lo scudetto è volato definitivamente verso Torino: “la Juventus ha vinto lo scudetto a Milano. Sono stati piu? bravi di noi, non solo in campo. Rappresentano una societa? potente. Forse in Italia soltanto il Milan e l’Inter hanno questa forza. Il destino, in quel week-end, ha deciso per noi. A volte mi viene da pensare e mi dico: magari non eravamo abituati a vincere, dunque e? venuta meno quella abitudine di prenderci partite sporche. Poi rifletto e mi accorgo che o nove o dieci volte siamo andati in svantaggio e le abbiamo ribaltate. Non c’e? una ragione, ne? me la sono fatta. Ma sono orgoglioso. Il Milan? Ho avvertito stima e penso che prepararsi al congedo in uno dei club piu? titolati al Mondo sia una gratificazione assoluta per me. Il passato e? li? che parla e io posso e devo solo contribuire a fare in modo che si tornino a vivere certe notti europee”.

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Reina poi prova a mettere in chiaro il suo rapporto con gli Esposito: “non ho avuto alcun rapporto con clan, boss o soggetti in odore di camorra. Gli Esposito mi vennero presentati al mio arrivo a Napoli da Paolo Cannavaro, credevo che fossero imprenditori e li ho incontrati o frequentati assieme ad almeno altre trecento persone che mi saranno state presentate in questi anni a Napoli. Ma c’è anche un altro punto da ricordare: mi è stato detto che erano sponsor del club azzurro, che avevano contratti commerciali con la squadra.