Governo: per la Giustizia c’è l’avvocato Bonafede (2)

(AdnKronos) – Appena eletto, Bonafede scrive e deposita la proposta di legge per l’introduzione della class action in Italia, applicabile come strumento generale per tutti i cittadini e le imprese e non solo per i consumatori, pdl approvata dalla Camera sostanzialmente all’unanimità. Nel 2013 è primo firmatario della proposta di legge sul cosiddetto ‘divorzio breve’, poi confluita nella legge approvata dal Parlamento nel 2015.
All’interno del Movimento, Bonafede diventa uno degli uomini più fidati di Luigi Di Maio quando comincia l’ascesa del giovane di Pomigliano d’Arco alla leadership dei 5 Stelle. Nel 2016 è Di Maio, all’epoca responsabile degli enti locali del M5S, a volerlo nel gruppo di coordinamento e supporto dei comuni governati dal M5S, composto, oltre che dallo stesso Di Maio e Bonafede, da Riccardo Fraccaro e Giancarlo Cancelleri.
Dal dicembre 2016, quando cominciano le grane in Campidoglio e il ‘mini-direttorio’ nato a sostegno della sindaca Virginia Raggi salta per le incomprensioni e i dissidi tra la prima cittadina e i suoi membri (Roberta Lombardi, Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo, Gianluca Perilli), Bonafede e Fraccaro entrano in campo per dare supporto alla sindaca e risolvere la crisi interna al Movimento. Per i due parlamentari e fedelissimi di Di Maio -i ‘pretoriani’ di Raggi per la stampa- inizia un ‘andirivieni’ continuo tra Montecitorio e Campidoglio, che porterà ad alcuni successi insperati, come la soluzione dell’affaire stadio della Roma. Alle politiche del 2018, Bonafede viene rieletto e presentato da Di Maio come ministro della Giustizia dell’eventuale governo 5 stelle.