Governo: Di Maio, leader M5S vice premier e superministro (2)

(AdnKronos) – Ed è a Montecitorio che inizia la lunga corsa di Di Maio, artefice di un’ascesa nel Movimento che sembra contraddire quell’uno vale uno che a lungo è stato il leitmotiv grillino. Pressoché sconosciuto, viene eletto vicepresidente della Camera in seguito ad un primo step che prevede la ‘graticola’ dei suoi colleghi, vale a dire il fuoco di domande incrociate per testare la preparazione dei candidati a una carica, il tutto in diretta streaming, quando il Movimento faceva della trasparenza la sua bandiera.
In breve tempo, grazie anche al ruolo di vicepresidente di Montecitorio, Di Maio diventa uno dei volti più noti del partito, tanto da essere nominato membro del cosiddetto ‘direttorio’ voluto nel novembre 2014 da Gianroberto Casaleggio e da un Beppe Grillo ‘un po’ stanchino’ del ruolo di leader.
E qui che comincia, tra alti e bassi, cadute e risalite, la scalata di Di Maio al M5S. Nel 2016 è nominato responsabile degli enti locali per il Movimento. Nel novembre di quello stesso anno, il direttorio non sopravvive alle tensioni e alle frizioni dovute alla crisi che ha investito il Campidoglio a causa delle dimissioni dell’assessora all’Ambiente Paola Muraro e all’arresto per corruzione del fedelissimo della sindaca Virginia Raggi Raffaele Marra.