Energia: EY, in futuro auto generazione costo inferiore a trasmissione (2)

(AdnKronos) – In tema di generazione di energia, la Strategia Energetica Nazionale (Sen) ha posto obiettivi molto ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 da usi energetici, che richiedono un aumento del contributo delle fonti rinnovabili: se nel 2015 il mix di produzione elettrica vedeva il 39% di rinnovabili, 39% di gas e il 22% di fossili, nel 2030 il mix dovrà diventare 61% di rinnovabili e 39% di gas. Un transizione che porta con sé la dismissione degli impianti a fonte tradizionale (dal 2012 al 2016 la potenza di questi impianti è diminuita del 18%), che in passato hanno garantito flessibilità e programmabilità, con conseguente riduzione del margine di riserva. A ciò si aggiungono le sfide della riduzione dei costi dell’energia elettrica e dell’approvvigionamento, considerato che il nostro Paese è quasi integralmente un importatore di energia (l’Italia importa il 90% del gas naturale di cui ha bisogno, contro una media europea del 70%).
Riguardo alla distribuzione, l’Italia deve raggiungere una maggiore efficienza operativa in termini di gestione degli asset, passando dagli attuali 250 distributori locali a 177 Ambiti Territoriali Minimi (ATEM) assegnati secondo criteri di efficienza. Una crescita significativa è prevista per i nuovi modelli di mobilità, tra cui l’elettrico, con un target potenziale di poco meno di 20.000 punti di ricarica pubblica al 2020, e per il biometano, con un potenziale incremento dagli attuali 2,8 miliardi di metri cubi l’anno a 10 miliardi nel 2030 e conseguenze positive sulle emissioni nel settore mobilità.
Sfide importanti investono anche il downstream, in cui l’innovazione può creare opportunità significative per i player del settore. Oggi in Italia, rileva Paola Testa, Mediterranean Advisory Energy Leader, EY, “oltre il 60% dei clienti nel mercato residenziale sono ancora sul mercato regolato. Con la fine del mercato tutelato, che si verifichi entro il 2019 o meno, gli Energy Retailer dovranno identificare il modello di business più adeguato che consenta loro di distinguersi e competere in un mercato con volumi stabili o in contrazione e crescente competizione. Migliorare la customer experience, contenere i costi operativi e differenziare l’offerta su prodotti a maggior valore aggiunto, insistendo su business correlati e complementari sarà determinante”, sottolinea Testa.