Ambiente: Utilitalia, multa Ue colpa ultimi 60 anni, con Arera migliorate cose

Roma, 31 mag. (AdnKronos) – “La multa decisa dall’Ue all’Italia sulla depurazione ha radici lontane, nella mancanza di investimenti negli ultimi 60 anni. Salvo un breve periodo a inizio degli anni ’80 di finanziamenti speciali per il Mezzogiorno, solo oggi grazie all’esistenza di un’Autorità di regolazione, possiamo dire che si sta migliorando. è questa la causa del gap infrastrutturale che oggi ci porta ad essere nuovamente bacchettati dall’Ue. Bisogna mettersi in regola, anche perché pagare per avere impianti adeguati è meglio che continuare a ‘regalare’ soldi in sanzioni comunitarie”. Così Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia (l’associazione delle imprese di acqua energia e ambiente), sulla multa – da 25 milioni di euro forfettari, più 164 mila euro al giorno per ogni semestre di ritardo fino all’adeguamento – che la Corte di Giustizia Ue ha imposto all’Italia sulla depurazione per la mancata messa a norma di reti fognarie e sistemi di trattamento delle acque reflue in alcune aree del nostro Paese.
Gli investimenti sono ripartiti da quando l’Arera ha varato il Metodo Tariffario, spiega Colarullo, “che consente di calcolare gli effetti economici delle scelte industriali, ma siamo ancora molto lontani dal recupero del nostro ritardo. In particolare le sanzioni UE si concentrano in quella parte del Paese, le regioni meridionali, nel quale prevalgono gestioni dirette di Enti Locali anziché di aziende strutturate. E poi bisognerà stare attenti a non passare dalle multe sulla depurazione a quelle sui fanghi”.