Treviso, 26 apr. (AdnKronos) – “Il costo del denaro rimane basso ma gli istituti di credito hanno adottato dei rating più stringenti; ne deriva che la stretta creditizia non si è allentata per le imprese. Molti titolari di impresa ricevono dei ‘no” quando vanno in banca”. Lo afferma Rudy Bortoluzzi, direttore della cooperativa di garanzia artigiana Canova, che fa il punto su uno dei temi caldi del mondo dell’impresa: l’erogazione del credito a chi ha un’attività, ancora insufficiente, secondo il confidi Cna, per sostenere adeguatamente la ripresa economica.
“I criteri in base ai quali gli istituti di credito decidono di concedere o non concedere il credito sono rigidi ‘ spiega Bortoluzzi -. Ci sono però imprese che hanno degli elementi postivi che possono non trasparire dai numeri del bilancio. La valutazione migliore del merito creditizio la può fare non un software, ma chi conosce l’impresa, chi la assiste da anni. Il ruolo del confidi è proprio questo: aiutare le banche a selezionare in modo più accurato e realistico le imprese che meritano la fiducia del sistema”.
Secondo la Cna, “banche e confidi sono partner per garantire la competitività del territorio. Entrambi svolgono infatti un ruolo economico e sociale di prim’ordine: fare arrivare soldi alle imprese per rilanciare la loro operatività, attività essenziale per sostenere la crescita dell’economia locale. Il dialogo tra confidi e banche è dunque essenziale e serve pertanto maggior fiducia reciproca e maggior dialogo tra gli operatori bancari e quelli dei nostri confidi”.