Roma, 26 apr. (AdnKronos) – “I dati diffusi dall’Inps sulle pensioni liquidate nei primi tre mesi del 2018 ci danno un’idea interessante degli andamenti”. Ad affermarlo in una nota il Segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, commentando il Monitoraggio dei flussi di pensionamento diramato oggi dall’Inps. “Limitandoci alla gestione del Fondo pensioni lavoratori dipendenti -rileva- non solo sono state liquidate 23.000 pensioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2017 (erano 86.688 nel primo trimestre 2017 sono state 63.381 al 31 marzo 2018), ma si va in pensione più tardi perchè l’età media di decorrenza della pensione di vecchiaia è aumentata di circa un anno passando da 65,5 anni a 66,2 anni”.
Con l’equiparazione nel 2018 dei requisiti per la pensione di vecchiaia le donne, osserva, “risultano particolarmente penalizzate perchè solo 2.800 hanno ricevuto la pensione di vecchiaia in questi primi 3 mesi a fronte delle quasi 9.000 lavoratrici che l’avevano ricevuta nello stesso trimestre dell’anno scorso. Quando Organismi internazionali mettono in dubbio il sistema previdenziale italiano, come è avvenuto di recente, dovrebbero fare attenzione anche a queste situazioni”.
“Noi come Sindacato lo facciamo e siamo sempre disponibili a confrontarci sui numeri del sistema previdenziale e sui fatti concreti. Anche per questo vorremmo che venissero attivate al più presto le Commissioni di studio sui lavori gravosi e sulla spesa previdenziale e assistenziale previste dall’ultima legge di bilancio”, conclude Ganga.