Vicenza, 26 apr. (AdnKronos) – “Con Pietro Marzotto se ne va un uomo che ha lasciato un segno molto importante nella storia industriale vicentina e nazionale, in particolare dagli anni Settanta agli anni Novanta del secolo scorso. Assunse ruoli di vertice in azienda fin dai primi anni Settanta, in un periodo storico estremamente delicato per le imprese e per l’Italia, con le tensioni sociali che ancora sentivano gli echi del ’68 e avevano vissuto proprio a Valdagno e alla Marzotto uno degli episodi di protesta più eclatanti verificatisi in quegli anni nel paese”. Così il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi ricorda il conte Pietro Marzotto, scomparso oggi a 80 anni.
“Seppe tenere il timone fermo in quel frangente e poi ancora per molti anni, diventando il protagonista di una lunga stagione di sviluppo e di successo dell’azienda in tutto il mondo. Ma non è stato soltanto un grande imprenditore – sottolinea Vescovi – E’ stato anche un prezioso presidente per la nostra Associazione. La guidò per quattro anni, dal 1983 al 1987, proseguendo il lavoro di rinnovamento avviato dal suo precedessore, Giancarlo Ferretto, facendole acquisire autorevolezza a livello nazionale, portandola a essere sempre più parte attiva tra le forze sociali della provincia e a crescere nella capacità di essere a servizio delle imprese, in un periodo storico cruciale, che vide le imprese vicentine accrescere sempre più la propria presenza sui mercati mondiali”.
“Proseguì poi il suo impegno in Confindustria diventando anche vicepresidente nazionale. Si era da tempo ritirato dalla vita economica e sociale vicentina, ma la sua impronta di uomo di impresa e di grande visione rimarrà a lungo come riferimento importante per tutti noi”, conclude.