Palermo, 26 apr. (Adnkronos) – “In questa casa siamo stati fratelli, soprattutto figli dello Stato, in una terra meravigliosa, trasformata dalla mafia in un inferno ma abbiamo deciso di non fermarci, di non piegarci alla logica di questi terroristi, siamo stati in trincea per anni. Ciascuno di noi ha deciso di non mollare, di continuare a combattere per il nostro Stato, per il nostro futuro e quello dei nostri figli”. Così il questore di Palermo, Renato Cortese, intervenendo alla Squadra mobile, alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli e del ministro dell’Interno Marco Minniti per celebrare gli ultimi 25 anni di successi della Squadra mobile. “Non potevano essere soltanto tenebre, doveva tornare la luce. Grazie ministro per la sua costante vicinanza a questa città’ e ai poliziotti – ha detto Cortese rivolgendosi al ministro Minniti – e un grazie di cuore a tutti voi colleghi che oggi siete venuti da tutte le regioni d’Italia. Guardare i vostri volti suscita emozioni profonde, pezzi di vita che abbiamo impresso nell’animo: benvenuti, bentornati a casa, la casa di Boris (Giuliano ndr), di Ninni (Cassarà ndr) e di Beppe (Montana ndr).