Roma, 27 apr. (AdnKronos) – Nel 2017 il tasso di occupazione per le persone tra i 20 e i 64 anni sale al 62,3%, ma lo squilibrio di genere a sfavore delle donne si conferma forte (72,3% gli uomini occupati, 52,5% le donne), così come il divario territoriale tra Centro-nord e Mezzogiorno (70,2% e 47,7%, rispettivamente). E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Istat nel rapporto ‘Noi Italia 2018’.
La distanza con la media dell’Ue continua a restare elevata (9,4 punti percentuali) specie tra le donne (13,7 punti): nel 2016 solo Grecia e Croazia hanno un tasso di occupazione inferiore a quello italiano (56,2% e 61,4%), mentre la Svezia registra il valore più elevato (81,2%).
L’incidenza del lavoro a termine nel 2017 cresce al 15,4% e risulta più alta nelle regioni meridionali (19,3%) rispetto al Centro-nord (14,0%). Nello stesso tempo la quota di occupati a tempo parziale rimane sostanzialmente stabile (18,7%, dal 18,8% del 2016): più elevata per le donne, l’incidenza del part time mostra una distribuzione piuttosto uniforme sul territorio nazionale. Anche in Europa quest’ultima modalità di lavoro è largamente più diffusa tra le donne; in particolare nei paesi nord-occidentali (50,5% l’incidenza nei Paesi Bassi nel 2016) mentre lo è poco nei paesi dell’est di più recente adesione all’Unione.