(AdnKronos) – Le realtà territoriali dove il lavoro ‘domenicale” è più diffuso sono quelle dove la vocazione turistica/commerciale è prevalente: Valle d’Aosta (29,5 per cento di occupati alla domenica sul totale dipendenti presenti in regione), Sardegna (24,5 per cento), Puglia (24 per cento), Sicilia (23,7 per cento) e Molise (23,6 per cento) guidano questa particolare graduatoria. In coda alla classifica, invece, si posizionano l’Emilia Romagna (17,9 per cento), le Marche (17,4 per cento) e la Lombardia (16,9 per cento). La media nazionale si attesta al 19,8 per cento.
‘Rispetto a qualche anno fa ‘ conclude il segretario della Cgia Renato Mason – anche i giovani sono più disponibili a lavorare la domenica e nei giorni festivi. Con poche possibilità di entrare stabilente nel mercato del lavoro, ogni opportunità viene accolta senza battere ciglio, anche se al Nord non sono poche le denunce sollevate da molte imprese perché faticano a trovare lavoratori disponibili a lavorare di notte e/o nei giorni di festa”.
Dalla Cgia, infine, ricordano che le professioni che da sempre lavorano anche la domenica (o i festivi) sono: medici, infermieri, farmacisti, commessi, negozianti, addetti al soccorso stradale, benzinai, bagnini, giornalisti, operatori radio-Tv, fotografi, operai su impianti a ciclo continuo, addetti ai musei/cinema/teatri/mostre e spettacoli vari, guide turistiche, tipografi, grafici, ferrovieri, tramvieri, casellanti, autisti, taxisti, piloti- assistenti e controllori di volo, poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigilantes, vigili urbani, vigili del fuoco, atleti professionisti, baristi, pasticceri, panificatori, gastronomi, fioristi, commessi, edicolanti, cuochi, camerieri, ristoratori, albergatori, tabaccai, ambulanti, allevatori di bestiame, pescatori, marinai, portuali, colf e badanti.