Milano, 24 apr. (AdnKronos) – Nel primo trimestre dell’anno calano gli ordini di macchine utensili. L’indice Ucimu ha registrato una flessione del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto, si spiega però da Ucimu, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione, resta “molto alto”: 179,6, fatta 100 la base del 2010. L’indice degli ordini esteri ha registrato un incremento del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2017, per un valore assoluto pari a 180,8. Sul fronte domestico, invece, i costruttori italiani hanno registrato un arretramento del 25,8% rispetto al primo trimestre del 2017. Il valore assoluto dell’indice è pari a 175,3, a 75 punti sopra la media, “a conferma della disponibilità ad investire ancora alta espressa dal mercato italiano”.
Massimo Carboniero, presidente Ucimu – Sistemi per produrre, ha spiegato che “la frenata degli ordini raccolti sul mercato interno non ci preoccupa per due ragioni. Anzitutto perché il risultato di questi primi tre mesi è evidentemente l’effetto di rimbalzo dello straordinario exploit messo a segno a fine 2017 quando i clienti, preoccupati che i provvedimenti di super e iperammortamento non fossero confermati, hanno accelerato le pratiche per le commesse. In secondo lungo perché il risultato si confronta con un primo trimestre 2017 davvero strepitoso”.
A gennaio la raccolta ordini in Italia, ha continuato, “è stata debole ma già nei mesi successivi la situazione è tornata florida. Ora però la prevista ripresa potrebbe essere penalizzata dall’incertezza politica che il paese sta attraversando. L’incertezza seguita ai risultati elettorali del marzo scorso non è certo di aiuto per chi fa impresa e soprattutto per quanti devono decidere se fare investimenti di una certa portata. Per questo auspichiamo un programma di governo improntato allo sviluppo ragionato e che non dimentichi quanto di buono, in termini di riforme e provvedimenti, è stato fatto negli ultimi anni”.