Roma, 26 apr. (AdnKronos) – Il Pd discuta di un governo con M5S, purché non sia un “patto di poltrone”. A raccomandarlo, in una lunga intervista a la Repubblica, è Rosy Bindi, la presidente uscente della commissione Antimafia che non si è ricandidata alle elezioni e si è allontanata dai dem.
“Prima vengono gli interessi del Paese, poi quelli del Pd – osserva – perciò penso che occorra valutare se un accordo con i 5 Stelle sia possibile. Ma attenzione, non è che si vanno a vedere le carte in nome di un nobile motivo e poi lo si trasforma in un accordo di potere, sulle poltrone, sul numero dei ministeri, su chi va a Palazzo Chigi e chi no”. Per Bindi il segretario reggente Maurizio Martina sta agendo nel migliore dei modi: “ho apprezzato la disponibilità al confronto sui temi che fanno la differenza – sottolinea – l’Europa, la democrazia rappresentativa, la lotta alle disuguaglianze”.
“I pentastellati sono una forza politica alternativa al Pd e al tempo stesso c’è una prossimità degli elettori – rimarca – il 4 marzo è stato chiesto alla politica un profondo rinnovamento, solo in parte incarnato dai 5 Stelle attraversati da troppe contraddizioni”. Bindi sottolinea comunque di credere “che l’ipotesi più probabile resti quella di un governo di transizione per affrontare le emergenze, cambiare la legge elettorale e tornare al voto”. Tuttavia “il Pd renderà un servizio al Paese se sarà motore di un vero rinnovamento, costringendo i 5Stelle a uscire dalla loro immaturità politica”.