Ciclismo, morte Goolaerts, il ricordo di Van Aert è commovente: la toccante lettera all’amico e compagno

michael goolaerts

Wout Van Aert ha scritto una lettera commovente a Michael Goolaerts, suo compagno di squadra morto a Lille dopo un arresto cardiaco mentre correva la Parigi-Roubaix

La morte di Michael Goolaerts ha intristito tutti i fan delle due ruote. Il ciclista della Veranda’s Willems Crelan è morto a Lille a causa di un infarto durante la Parigi-Roubaix. Il corridore si trovava nel settore Viesly quando a causa di un arresto cardio circolatorio si è accasciato sull’asfalto privo di sensi. I medici della Parigi-Roubaix hanno immediatamente capito la gravità della situazione e hanno soccorso Michael Goolaerts. Poche ore più tardi all’Ospedale di Lille il ciclista ha perso la vita. In molti stanno piangendo la morte dello sfortunato corridore, tra questi Wout Van Aert, suo compagno di squadra, il quale ha scritto una toccante lettera aperta al suo amico scomparso all’Inferno del Nord, pubblicato oggi su un giornale francese:

“oggi non ci sarà nessun resoconto della mia corsa, perché non ha importanza. Sì, ho lavorato per settimane in vista della Parigi-Roubaix, la mia classica preferita. Volevo concludere in bellezza una solida campagna primaverile, con una bella performance per poi godere, in compagnia di Sarah. Purtroppo, non sarà così: tutti i miei risultati di questa prima parte di stagione sono scomparsi con la morte del mio compagno di squadra Michael Goolaerts. Finisco così la mia campagna in strada con molto rammarico. Conoscevo Michael da quando ero un giovane ciclista. Siamo entrambi nati nel 94 e in più o meno originari della stessa regione. Così abbiamo corso per molto tempo insieme come concorrenti e solo dall’anno scorso siamo diventati compagni di squadra. Michael rideva sempre, mai negativo e estremamente motivato e molto talentuoso anche se ci ha messo un po’ più di tempo a crescere. Ha fatto un grande passo avanti e la Parigi-Roubaix era anche la corsa dei suoi sogni. Mercoledì scorso siamo stati convocati dalla squadra per correre la classica ed eravamo pieni di entusiasmo. Anche durante la corsa abbiamo parlato molto della gara. Lui mi avrebbe appoggiato il più a lungo possibile, ma non è successo. Non ho saputo nulla durante la corsa di quello che stava succedendo perché la squadra ha deciso di tenermi all’oscuro della situazione, anche perché nessuno sapeva con precisione quello che stava accadendo. Una volta terminata la Parigi-Roubaix mi hanno avvisato e ho passato ore con i miei compagni prima sull’autobus e poi in hotel. Ci sostenevamo a vicenda sperando in un miracolo. Purtroppo non è mai arrivato ed a fine sera ci hanno comunicato che Michael aveva perso la sua battaglia. L’Inferno del Nord conduce al paradiso, dice lo slogan della Parigi-Roubaix e non so cosa pensare oggi. Per quanto sia stata dura domenica non è come questa mattina al risveglio. Non ho solo perso un compagno di squadra ma un ottimo amico. Per finire vorrei, sia a nome mio che a quello di Sarah, augurare tanta forza a tutti coloro che apprezzano Michael. Posso esprimere un altro desiderio? Ricordate sempre Michael! Come farò io: un ragazzo giocherellone con un eterno sorriso. Sarà sempre fonte d’ispirazione. Riposa in pace laggiù, amico mio!”. 

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