(AdnKronos) – Per le sigle firmatarie dell’accordo, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl TA, Anpav e Anpac, quello firmato oggi è “un accordo molto importante” e, dicono, “grazie al nostro lavoro gli esuberi sono stati ridotti: da1.600 che erano sono ora 1.480 e per questi verrà utilizzato in via prioritaria la cigs a rotazione”. ‘Congiuntamente – sottolineano – prosegue il lavoro sulla riduzione degli esuberi attraverso percorsi di riqualificazione mediante la formazione erogata da Fondimpresa mirata a una ricollocazione interna all’azienda. Inoltre si è attivato il confronto con Anpal e le istituzioni per attuare percorsi di politiche attive per la ricollocazione su base volontaria nel mercato del lavoro”.
‘Il sindacato – affermano le sei sigle – continua a lavorare per il rilancio della compagnia e per la salvaguardia dei posti di lavoro. Chiediamo che i nostri sforzi non siano dispersi e che Alitalia sia rilanciata come merita, attraverso l’alleanza con un partner strategico, e non sia smembrata”.Per il segretario generale della Fit, Antonio Piras , ‘la firma dell’accordo di oggi con Alitalia è positiva per il suo futuro e dimostra il continuo impegno dei sindacati in questo senso. Ora occorre continuare a lavorare per trovare un partner industriale per il rilancio della compagnia”.
Per Piras, positiva è poi “la recente sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che obbliga alla trasparenza le Regioni e gli enti locali che fanno accordi detti di co-marketing con le compagnie low cost: tali accordi infatti in molti casi erano forme di finanziamento pubblico non messe a gara, con il risultato di drogare il mercato”. ‘Vogliamo ribadire che la ripresa economica dell’Italia passa inevitabilmente da un sistema di trasporti efficiente, fatto che, nel caso del trasporto aereo, significa avere una compagnia di bandiera forte e competitiva, che colleghi il nostro Paese con l’Europa e il resto del mondo, sviluppando il nostro turismo. Non si va da nessuna parte, invece, se ogni aeroporto agisce da sé, senza una programmazione nazionale, attirando piccole compagnie aeree, magari con soldi pubblici”, conclude Piras.