Venezia, 24 apr. (AdnKronos) – ‘Il modo migliore per celebrare il 25 aprile è quello di riflettere sulle tante suggestioni che questa data offre e che per noi Veneti fa coincidere la festa di San Marco, simbolo della Serenissima, per secoli libera e autonoma Repubblica, con quella della Liberazione: pagine dense di storia che trovano una sintesi nel concetto di Libertà”. Inizia così il saluto del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti per la giornata del 25 aprile.
‘Mi permetto oggi di invitarvi a rileggere il discorso del 10 agosto 1946 di Alcide De Gasperi alla Conferenza di Pace a Parigi ‘ spiega Ciambetti ‘ andando oltre il famoso incipit ‘Prendo la parola in questo consesso mondiale e sento che tutto, tranne la vostra cortesia, è contro di me: è soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa ritenere un imputato, l’essere arrivato qui dopo che i più influenti di voi hanno già formulato le loro conclusioni in una lunga e faticosa elaborazione’. L’Italia era stata sconfitta e spesso dimentichiamo che eravamo i vinti: De Gasperi sa bene di essere un ex-nemico non fugge dalle responsabilità della sconfitta, ma preannuncia l’impegno della nuova Repubblica per la democrazia, auspicando l’ingresso dell’Italia nell’Onu ‘sia pure vestita del saio del penitente'”.