David Lappartient

David Lappartient, presidente dell’UCI, presenta il progetto contro il doping tecnologico: ecco i dettagli

David Lappartient ha presentato il progetto per la lotta al doping tecnologico in tutte le corse professionistiche e amatoriali. Insieme all’ex corridore e ingegnere Jean-Christophe Péraud, il Presidente dell’UCI si avvalerà dei migliori tecnici per scovare motorini o aggeggi elettronici all’interno delle biciclette da corsa. Ad ogni gara ciclistica ci sarà un camion tecnologico che sarà munito di raggi x per realizzare una radiografia ai telai di ogni bicicletta. L’operazione dovrebbe durare circa 5 minuti e non comporterà nessun’altra perdita di tempo. David Lappartient alla ‘rosea’ ha spiegato i metodi che saranno applicati alle bici:

“garantire la credibilità dei risultati e proteggere gli sportivi. Le due cose vanno di pari passo. I tablet erano utili, ma non bastavano. Non vogliamo scoprire i motorini, vogliamo dimostrare che non ci sono. Il ciclismo è uno sport magnifico e gli spettatori non devono più interrogarsi se credere o no ai risultati. Non c’è niente di peggio del chiacchiericcio, dobbiamo fare in modo che non ci sia più: il ciclismo lo merita”.

Questo camion a raggi x sarà in circolazione dalla prossima stagione e sarà presente in tutti i continenti (150 giorni di corsa e quasi il 50% delle gare World Tour). Queste le pene per i trasgressori: 6 mesi di squalifica e una multa da 17 mila a 170 mila euro per l’atleta; 6 mesi di stop e una multa da 85 mila a 850 mila euro di multa per il team o membri dello staff; mentre per omessa denuncia la pena prevede 6 mesi di sospensione con una multa che varia da 4.200 a 170 mila euro. Per l’operazione in questione, l’UCI ha stanziato quasi un milione di euro e sarà solo la prima parte del progetto per estirpare il doping tecnologico dal ciclismo professionistico e amatoriale.