LaPresse/Fabio Ferrari

Fabian Cancellara analizza il caso Chris Froome e rigetta nuovamente le accuse rivolta da Gaimon sull’uso del doping tecnologico

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Fa ancora discutere il caso doping che ha travolto Chris Froome nell’ultima edizione della Vuelta di Spagna. Il ciclista del Team Sky è stato trovato positivo al salbutamolo, sostanza utilizzata per alleviare i problemi di asma. Questa vicenda è molta strana perché l’UCI non ha le competenze necessarie per fermare il corridore, e sta aspettando una decisione da parte della WADA. Una situazione paradossale che sta minando giorno dopo giorno la credibilità del ciclismo. Chris Froome intanto è regolarmente in corsa alla Tirreno-Adriatico e precedentemente ha corso la Vuelta a Andalucia Ruta del Sol. Fabian Cancellara, ex ciclista da Classiche del Nord ha analizzato la situazione che sta caratterizzando l’attuale vita sportiva di Chris Froome:

“il caso Froome? Speriamo che se ne uscirà al più presto, non c’è un si o un no, ma la cosa più importante personalmente è che lo risolvano presto. Per la chiarezza, per il ciclismo e per lo sport. Non è un bene per lui né per tutto quello che c’è intorno, sia il Giro, sia l’Uci, sia tutti quelli coinvolti. Abbiamo visto il caso Russia e altri casi e speriamo li risolvano tutti. Per quanto riguarda Froome, a prescindere se verrà sanzionato o no, l’importante è che è si decida”.

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Fabian Cancellara ha analizzato anche le ottime prestazioni di Lopez e di Lucenko dell’Astana che in questo inizio di stagione stanno dimostrando di essere pronti a vincere anche una classifica generale importante, anche se non per le classiche di primavera:

“saranno i soliti. Non c’è un fuoriclasse nuovo, penso a Lopez e Lucenko dell’Astana, che sono nomi nuovi, ma per le classiche ci saranno i soliti, Valverde, Sagan, Van Havermaet, Dumoulin, Quintana, i nomi sono quelli del ciclismo del 2017 e del 2018. Gli Italiani? Nibali e Aru per l’Italia sono le punte, abbiamo visto un Colbrelli forte, poi speriamo in Felline”.

Qualche mese fa, Fabian Cancellara è stato accusato dall’ex corridore Gaimon di aver utilizzato in passato delle biciclette con un motorino. L’ex ciclista svizzero ha sempre rigettato questa tesi e si è sempre dichiarato innocente. La ‘Locomotiva Svizzera’ ha nuovamente chiarito la sua posizione:

“il brutto nello sport, e nella vita in generale, è quando c’è un’accusa che non è vera, è brutto per una persona. Sono stati momenti difficili e non belli per accuse non vere. Oggi si fa presto a puntare il dito quando uno lavora tanto e ha una bella casa…, o se uno va forte in bici. Viviamo in un mondo dove c’è tanta gelosia e invidia. Puntare solo il dito è troppo facile. La Russia, i problemi del calcio, le scommesse, penso che oggi ci sia meno doping nello sport, ma ci sono altre cose che non vanno bene. Io sono contento ora di andare in bici a casa con la famiglia con il motore, ma quando correvo le gambe erano il mio motore, sono quelle che fanno la differenza. Nella vita si vede la gente due volte, la ruota gira, se la giri in maniera sbagliata ti torna indietro. Se fai il cattivo ti torna indietro”.