Zenga, l’amara verità dell’Uomo Ragno: “Inter, mi hai fatto male. E quel con di Caniggia…”

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L’attuale allenatore del Crotone torna a parlare della sua avventura da calciatore. Zenga, nonostante l’amore per l’Inter, non risparmia una frecciata a Pellegrini

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LaPresse/PA

A tutto Walter Zenga, L’attuale allenatore del Crotone, che tanto bene sta facendo alla guida del club calabrese, torna a parlare della sua esperienza da calciatore nel corso di una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport. Dall’ormai famoso gol subito da Caniggia a Italia 90 al dispiacere per la cessione alla Sampdoria, ecco le parole di Zenga:

“Il gol di Caniggia? Quella Nazionale, impostata a metà anni ottanta da Vicini, perse la finale Under 21 ai rigori. Nell’88 agli Europei fummo eliminati 2-0 in semifinale che avevamo battuto tre mesi prima 4-1 in un’amichevole. Ai mondiali del ‘90 giocammo sette partite, ne vincemmo sei e ne pareggiammo una sola. Cosa voglio dire con questo? Che con un briciolo di fortuna quella Nazionale dall’86 al ’90 poteva veramente vincere gli Europei Under 21, Europei e Mondiale. Essere un po’ la Spagna del 2000. Non è un gol in più o in meno che determina una situazione. Mi dispiace quel gol perché non mi ha consentito di permettere ai miei compagni di finire un’altra partita imbattuti. Ed arrivare così alla finale di un Mondiale con sei partite vinte e con la porta immacolata. Avremmo giocato a Roma davanti a novantamila persone e la storia sarebbe stata bellissima”.

“Inter, così mi hai fatto male”

“Io faccio le prime cinque partite con Sacchi. Ironia della sorte non prendo mai gol. Sono l’unico portiere che può dire di aver giocato con Sacchi e di essere imbattuto. E poi ci sono delle scelte, legittime. Hanno ucciso l’uomo ragno? Sì, cosa potevo fare di diverso? Se devo essere sincero mi ha fatto più male quando il presidente Pellegrini dell’Inter non mi comunicò che stava trattando con la Sampdoria l’acquisto di Pagliuca. Lì sì che mi fece male. Perché dopo ventidue anni di Inter meritavo dal signor Pellegrini un atteggiamento differente”.