Venezia, 23 feb. (AdnKronos) – Meno negozi nei centri storici, volano alberghi e ristoranti. Chiudono le botteghe alimentari, aprono più farmacie, mentre il commercio ambulante disegna un quadro ‘a macchia di leopardo’. è l’evoluzione dei capoluoghi del Veneto, cui la crisi e l’avanzata di internet hanno cambiato i connotati in un solo decennio.
‘Più che un calo, una trasformazione”, precisa l’Ufficio studi di Confcommercio, che ieri a Roma ha presentato i dati nazionali e dei capoluoghi di regione (elaborati su base Unioncamere) sull’evoluzione delle strutture commerciali e turistiche nelle città italiane tra il 2008 e il 2017. Il trend è lo stesso anche nei sette capoluoghi di provincia della nostra regione: si svuotano più i centri storici che le periferie.
‘Questo dimostra che la nostra battaglia per mantenere vive le città è sacrosanta ‘ dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon – E non si tratta di bassi interessi di bottega, qui c’è in ballo una questione sociale, di relazioni e sicurezza, che abbraccia anche, ovviamente, tutta l’economia del territorio. I dati sugli alberghi e la ristorazione – aggiunge Zanon ‘ non sono necessariamente lo specchio di un aumento della domanda, è certamente un aumento di concorrenza. Ora bisogna guardare alla qualità del turista”.