(AdnKronos) – (Adnkronos) – ‘Le nostre città devono essere rilanciate ‘ prosegue il presidente di Confcommercio Veneto ‘ Tra le misure, penso, ad esempio, a incentivi per difendere il commercio sano. Le leve potrebbero essere la cedolare secca sulle locazioni commerciali e una ‘local tax’, che però valga allo stesso modo in tutta Italia, che comprenda Imu, Tasi e Tari e che sia totalmente deducibile”.
I dati. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, tra il 2008 al 2017 il cuore dei 7 capoluoghi ha perso 527 esercizi, mentre nelle periferie sono 21 le attività in meno. Il dato è più evidente a Venezia, dove il calo nei sestieri centrali della città è stato di 277 unità.
Oltre al settore dei generi alimentari (che, tra Venezia, Padova, Vicenza, Verona e Belluno perde complessivamente 105 esercizi, mentre a Treviso e Rovigo ne guadagna solo 22), a soffrire sono i distributori di carburante (nelle città capoluogo del Veneto ce ne sono 135 in meno rispetto al 2008). Crescono invece le farmacie, soprattutto nelle zone periferiche.