Team-AkzoNobel
Credits: Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race

Il Team AkzoNobel ha ripreso la testa della flotta della Volvo Ocean Race e guida il cruciale finale verso Auckland

AkzoNobel
Credits: Rich Edwards/Volvo Ocean Race

Il team guidato dallo skipper olandese Simeon Tienpont ha saputo approfittare di un un vento leggermente più intenso e di un angolo migliore, riuscendo a ripassare Turn the Tide on Plastic e Team Sun Hung Kai/Scallwag. La fortuna per team AkzoNobel si è materializzata sotto forma di una nuvola tropicale fra sé e gli immediati inseguitori di Scallywag, permettendo al team di filare via a maggiore velocità. Le tre barche avevano navigato molto vicine in avvicinamento alla punta settentrionale della Nuova Caledonia, con Akzonobel e Scallywag posizionati più a ovest di Turn the Tide on Plastic. La barca della skipper Dee Caffari ieri aveva tentano una mossa coraggiosa: passare in un varco nella estesa barriera corallina. La scommessa non ha però pagato quanto ci si aspettava a bordo. Al rilevamento delle ore 14, quando mancavano poco più di 1.100 miglia alla linea del traguardo di Auckland, AkzoNobel si trovava in prima piazza considerando il waypoint di Cape Brett sulla punta settentrionale della Nuova Zelanda, seguita da Turn the Tide on Plastic e da Scallywag. La velista francese Cécile Laguette ha dichiarato da bordo di AkzoNobel, come riportato dal sito della Volvo Ocean Race: 

“di tutte le sei barche della flotta quella su cui vorrei essere è quella dove sono. Siamo nel posto buono, a giudicare da dove arriva il vento ora e dove abbiamo bisogno di essere per i prossimi giorni. Ma c’è ancora molta strada da fare e finché non saremo arrivati vicino alla punta della Nuova Zelanda, meglio non fare pronostici.”

I vincitori della Leg 4 di Scallywag hanno cercato di rifarsi sotto ad AkzoNobel fin da quando hanno perso la leadership qualche giorno fa. Ma proprio quando pensavano di esserci vicini, sono rimasti vittime di una nuvola che ha ridotto la velocità della barca a meno di un nodo, mentre i rivali filavano a 13 nodi, scappando via. John Fisher, timoniere a bordo di Scallywag ha spiegato:

“era notte fonda e ci stavamo portando oltre la barriera a nord della Nuova Caledonia. Eravamo solo a due o tre miglia da AkzoNobel quando fra di noi si è messa una nuvola. E’ stato uno di quei momenti di rabbia, che ti fanno venir voglia di strapparti i capelli. Cerchiamo di andare a sud il più velocemente possibile, ora.”

Team Brunel
Credits: James Blake/Volvo Ocean Race

Gli olandesi di Team Brunel, su cui corre anche il friulano Alberto Bolzan, erano in quarta posizione quando hanno preso l’opzione Stealth, cioè si sono nascosti alla vista degli avversari e del pubblico per 24 ore. Questa modalità nascosta di solito viene utilizzata quando i team vogliono tenere celata un’importante mossa tattica, dunque per sapere quale sarà stata bisognerà attendere fino al report delle 2 della notte di sabato. Dopo essersi lasciati alle spalle la punta nord della Nuova Caledonia ed essere usciti dai Doldrum, gli inseguitori di MAPFRE e Dongfeng hanno scelto di navigare con un angolo migliore per cercare maggiore velocità e recuperare sul quartetto di testa. Il navigatore di MAPFRE Juan Vila ha detto:

 “cominciamo a uscire dai Doldrum e il vento sta cominciando a venire da sud est, anche se gli alisei non sono stabiliti al 100%. Ci sono momenti in cui abbiamo dieci nodi di aria, altri solo sei. Speriamo il vento sia più stabile nelle prossime ore, domani dovremmo avere già 10 o 15 nodi.”

Intanto in Nuova Zelanda continuano i lavori di riparazione dello scafo di Vestas, coinvolto in una collisione lo scorso 20 gennaio, poco prima dell’arrivo ad Hong Kong. Nella trasmissione quotidiana in diretta di oggi le immagini sui lavori allo scafo, effettuati con il contributo del cantiere italiano Persico Marine, che ha costruito una nuova sezione di prua.