Nel giorno del 55° compleanno di Michael Jordan, vogliamo ricordare una delle giocate più iconiche di MJ: il canestro a 5 secondi dalla finale nelle Finals 1997 contro i Jazz

Il Natale per gli appassionati del basket NBA si festeggia il 17 febbraio, a partire dal 1963, anno della nascita di Michael Jeffrey Jordan che, stando a quanto scritto nella biografia contenuta sul sito NBA, risulta essere “il più grande giocatore di pallacanestro di tutti i tempi”. La sua storia, legata a doppio filo a quella dei Chicago Bulls, è ricca di record, trionfi incredibili e titoli NBA. Nel giorno del suo 55° compleanno, vogliamo omaggiare Michael Jordan ricordando uno dei tiri più iconici della storia del basket NBA: ‘The Final Shot’, il tiro con cui il 23 dei Bulls sconfisse i Jazz nelle Finals del 1997. Una sfida incredibile quella fra Bulls e Jazz: merito non solo del roster eccezionale di Chicago (Jordan, Rodman e Pippen su tutti, ma anche Steve Kerr attuale coach di Golden State) che affrontava il duo eccezionale degli Utah Jazz: Stockton-Malone. I Bulls erano arrivati a gara-6 sul 3-2 con il primo match point della serie, ma giocavano in trasferta. Con 41.3 secondi sul cronometro i Bulls sono sotto di 3 punti. Jordan prende la palla e firma il canestro del -1. Palla ai Jazz che chiamano uno dei loro schemi più efficaci, palla in post a Malone che con il suo fisico imponente avrebbe probabilmente eluso la difesa di Rodman per firmare 2 punti facili e costringere i Bulls ad una tripla per il pareggio con una manciata di secondi al termine.

Michael Jordan finge di seguire il taglio di un avversario, va a raddoppiare Malone che, di spalle, si cura solo di Rodman. Neanche lo sente arrivare. Schiaffo sul pallone. ‘The Mailman’- ‘Il Postino’, questo il soprannome di Malone, perde la sfera e nel tentativo (vano) di recuperarla finisce a terra. La palla finisce fra le mani di Jordan che volge lo sguardo al canestro avversario. Tutto il pubblico del palazzetto, formato per la stragrande maggioranza dai tifosi dei Jazz, sa già come andrà a finire. Ma non sa come Jordan realizzerà il tiro della sentenza. Rapido contropiede, uno contro uno su Byron Russell: finta di andare a destra, Russell lo accompagna ma alla sterzata di Jordan perde l’equilibrio, complice una mano galeotta di Michael sul suo fianco. Il difensore perde la marcatura, Jordan con quel gesto ritrova l’equilibrio necessario per segnare il ‘Final Shot’, il tiro da due punti che accarezza la retina e condanna i Jazz. Con 5 secondi sul cronometro Stockton prova l’ultima preghiera che però manca il canestro. I Bulls sono campioni NBA. Stockton lascia il campo senza battere ciglio. Phil Jackson entra in campo e abbraccia il 23 dei Bulls al grido di “è stato strabiliante!”. Michael Jordan riscrive la storia e si mette al dito il suo 5° anello NBA.