(AdnKronos) – Da sempre, spiegano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, “per noi l’autoproduzione deve essere autorizzata solo nei porti dove non sia possibile avvalersi dei lavoratori portuali, come già ribadito nei contratti di lavoro internazionali del settore marittimo, e comunque l’autoproduzione può essere autorizzata, solo per ogni singola ‘toccata’, alle navi dotate di mezzi adeguati alle operazioni da svolgere, con personale esclusivamente dedicato all’esercizio di tali operazioni, non fungibile, assunto con libretto di navigazione e aggiunto in tabella minima di sicurezza. Un’impostazione diversa metterebbe seriamente a rischio gli equilibri degli organici dei porti e sottrarrebbe marittimi dal compito, contrattuale e normativo, riferito alla conduzione e all’ordinaria manutenzione della nave”.
Secondo i tre sindacati infine “il sistema di relazioni industriali tra le parti deve saper cogliere i bisogni reali e complessivi, in un contesto in continua evoluzione, incentrando il confronto sul tema del rilancio ‘post crisi’ e sulle regole contrattuali con il quale svilupparlo. Questo sopratutto alla vigilia del primo incontro per l’apertura formale del negoziato per il rinnovo del contratto nazionale del comparto marittimo, scaduto il 31 dicembre scorso ed in vista del rinnovo di quello dei lavoratori dei porti che scade alla fine del 2018”.