(AdnKronos) – (Adnkronos) – L’atto di polizia giudiziaria deciso dalla Procura della Repubblica di Padova che ne condivideva pienamente i presupposti, consentiva di: rinvenire nella disponibilità del reo un personal computer, ulteriori, svariati supporti informatici e telefoni cellulari; acclarare, da prime verifiche fatte sulle apparecchiature (in particolare sul telefono cellulare che l’indagato, nel corso della perquisizione, teneva nervosamente tra le mani), la presenza di foto di nudo in espliciti atteggiamenti hot della minore e una dove si vedevano le dita di un uomo (presumibilmente l’indagato) che toccava le parti intime della minore.
La moglie separata dell’indagato, ascoltata successivamente dai Carabinieri operanti, confermava come l’ex-marito, pur non avendo mai mostrato ‘attenzioni particolari” verso la figlia durante la convivenza, era una persona con problemi psichiatrici, spesso resosi autore di episodi di violenza con lei ed altri congiunti.
Sulla scorta delle evidenze raccolte dai militari, integralmente recepite dall’Autorità Giudiziaria, degli inequivocabili elementi di colpevolezza a carico dell’individuo nonché dell’elevatissimo pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, veniva emessa nei confronti del 46enne, incensurato e senza stabile occupazione, un’ordinanza cautelare che, per impellenti ed inderogabili ragioni di urgenza, ne disponeva cautelarmente di sottoporto agli arresti domiciliari, mentre la minore veniva affidata in via esclusiva alla madre convivente e residente in un’ altra località.